Rieti, Ospedale S. Camillo: paziente ucciso da compagno di stanza nel reparto di psichiatria

Cgil attacca: "Sicurezza negli ospedali ferma agli slogan, servono risorse".

(Prima Pagina News)
Giovedì 22 Gennaio 2026
Rieti - 22 gen 2026 (Prima Pagina News)

Cgil attacca: "Sicurezza negli ospedali ferma agli slogan, servono risorse".

Un drammatico omicidio si è consumato nel tardo pomeriggio di ieri all’interno del reparto di psichiatria dell’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. La vittima è un uomo di 72 anni, aggredito brutalmente dal suo compagno di stanza, un cittadino romeno di 21 anni.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane avrebbe colpito ripetutamente l'anziano alla testa, utilizzando la spalliera del letto come spranga. Nonostante il tempestivo intervento del personale sanitario, le ferite riportate si sono rivelate fatali. Il 21enne è stato immediatamente fermato dai Carabinieri, che ora indagano per accertare il movente del folle gesto.

La denuncia della CGIL: "Problema sistemico, non caso isolato"

Sulla tragedia sono intervenuti duramente Barbara Di Tomassi e Francesco Frabetti, segretari generali della Cgil e della Fp Cgil di Rieti-Roma Est-Valle dell’Aniene, che hanno espresso cordoglio alla famiglia e solidarietà ai lavoratori. "Non è un semplice gesto di follia, ma l'effetto di un problema sistemico", si legge nella nota sindacale. "È la terza aggressione in 48 ore che denunciamo: la sicurezza nei luoghi di cura deve diventare una priorità reale, non fatta di slogan".

Critiche alle misure governative

Il sindacato ha rivolto critiche serrate alla gestione della sicurezza sanitaria, definendo "simbolico" il decreto del 2024 sull'arresto in flagranza e l'inasprimento delle pene. "Le aggressioni aumentano perché gli operatori sono soli. Servono risorse strutturali, non propaganda", prosegue il comunicato. Tra le richieste urgenti avanzate alla Asl, alla Regione e al Governo:

  • Potenziamento del personale medico, infermieristico e sociosanitario;
  • Presenza fissa delle forze dell'ordine nei reparti a rischio e nei pronto soccorso;
  • Protocolli di azione condivisi e razionalizzazione dei turni per evitare che gli operatori prestino servizio isolati.

"Anni di tagli alla spesa pubblica hanno cronicizzato l'insicurezza. È finito il tempo della retorica, servono investimenti e dialogo per evitare che simili tragedie si ripetano", concludono i segretari.


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