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Momenti di tensione tra i manifestanti di "Donna, vita, libertà" e alcuni sostenitori di Reza Pahlavi. Schlein: "La comunità internazionale e l'Unione Europea facciano ogni sforzo per isolare il regime".
Momenti di tensione tra i manifestanti di "Donna, vita, libertà" e alcuni sostenitori di Reza Pahlavi. Schlein: "La comunità internazionale e l'Unione Europea facciano ogni sforzo per isolare il regime".
E' iniziata, a Roma, la manifestazione in solidarietà alle proteste in corso in Iran.
In Piazza del Campidoglio ci sono gli striscioni di Amnesty International e del movimento "Donna, vita, libertà", organizzatori dell'evento: "Vergogna" è il manifesto di Amnesty, su sfondo giallo. In piazza ci sono moltissimi iraniani, tra cui anche una decina di sostenitori di Reza Pahlavi che, muniti dell'antica bandiera dell'Iran, hanno causato momenti di tensione entrando in contatto con i manifestanti di "Donna, vita, libertà", per poi essere allontanati.
La piazza è andata riempiendosi, mentre sul palco si alternano gli interventi al microfono di attivisti e associazioni. Presenti in piazza anche i vessilli di partiti di centrosinistra e sinistra (Pd, Avs, Rifondazione Comunista), le sigle universitarie, una bandiera dell'Ucraina e un'altra dell'Ue.
Le due bandiere dell'Iran, quella antica e quella odierna, sono affiancate, con il simbolo al centro cancellato e una scritta, che recita: "No alla teocrazia". Presenti anche rappresentanti della popolazione curda, con bandiere gialle, rosse e viola.
Alcuni manifestanti partecipano con in mano la foto simbolo delle proteste, che mostra una ragazza mentre si accende una sigaretta con una foto di Khamenei in fiamme. Moltissimi gli slogan, come "proteggere il diritto di protesta", "no alla pena di morte", "no alla dittatura islamica", "democrazia in Iran", "basta esecuzioni".
Dalla piazza, piena per più della metà, parte anche un coro: "Libertà per l'Iran".
Presenti anche tutti gli esponenti dei partiti del Campo largo, che hanno fatto una foto di gruppo: la leader del Pd, Elly Schlein, il Presidente del M5S Giuseppe Conte, i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno tenuto un "punto stampa" improvvisato. Presente anche il Segretario di +Europa, Riccardo Magi.
"La piazza c'è", hanno commentato Schlein e Conte, parlando tra di loro.
"Assolutamente dobbiamo dare un segnale anche concreto per stare vicino a tutti i cittadini, le associazioni e soprattutto gli iraniani, giovani, donne in particolare, studenti universitari, dissidenti. Che sono preoccupatissimi per la repressione violenta che in questo momento il regime, un regime ovviamente dispotico, un regime dittatoriale, sta imprimendo. Una svolta violenta che condanniamo con la massima fermezza e siamo qui a testimoniare la nostra massima solidarietà", ha dichiarato Conte, aggiungendo, in merito alle risoluzioni sull'Iran, che "la strumentalizzazione è venuta da tutti. Abbiamo detto dall'inizio che eravamo assolutamente d'accordo con la mozione che è stata presentata. Abbiamo chiesto soltanto un impegno in più, cioè una condanna verso opzioni militari unilaterali".
"Se continuiamo ad andare avanti così stiamo sfasciando completamente il quadro internazionale del diritto. Serve un fortissimo intervento da parte della comunità internazionale, da parte della politica, della diplomazia, sanzioni a tutti i livelli, perché quella repressione non può continuare", ha concluso Conte.
I progressisti sono uniti sulla situazione iraniana? "Noi ci siamo e il Pd è sempre stato al fianco del movimento Donna vita e libertà", è stato il commento di Schlein. "E' importantissimo per noi essere qua a dare piena solidarietà e supporto al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà", ha proseguito, ricordando che "il regime sta facendo una brutale repressione, si parla di oltre 12.000 morti ammazzati dal regime nelle manifestazioni, si parla del fatto che stanno facendo pagare le famiglie per restituire i corpi delle vittime del regime. Hanno bloccato internet e dicono che vogliono tenerlo bloccato fino a marzo".
"Non è accettabile, serve che la comunità internazionale e l'Unione Europea usino ogni leva diplomatica e facciano ogni sforzo per isolare il regime, per evitare che anche dai paesi vicini possa arrivare alcuna forma di supporto a questa repressione. Siamo qui per sottolineare il supporto alla autodeterminazione del popolo iraniano", ha detto ancora Schlein.
"Siamo qui in piazza per condannare il massacro brutale che sta avvenendo ai danni delle ragazze e dei ragazzi iraniani che stanno lottando per la democrazia a Teheran e nelle altre città iraniane. Soprattutto per dare voce a loro, perché il problema principale che c'è adesso è il silenzio che il regime vuole, e vuole questo silenzio perché non vuole che ci sia una mobilitazione delle democratiche e dei democratici di tutte le opinioni pubbliche europee che possono fare pressione sulla comunità internazionale sul regime di Teheran. É necessario intensificare le sanzioni, è necessario rendere la vita difficile a un regime che crollerà prima o poi, ma che può fare ancora tanti morti e tanti massacri", sono le parole del Segretario di +Europa, Riccardo Magi.
"Oggi è importante anche dire che c'è un'attenzione fortissima della comunità internazionale: l'Unione Europea purtroppo è sempre lenta e fa sempre tardi a svegliarsi, ma speriamo che possa anche avere il suo ruolo nell'ampliare e nel rendere più dure le sanzioni, perché se è accaduto quello che sta accadendo nei giorni scorsi, cioè le più ampie manifestazioni che ci fossero nel paese dal 2009, cioè da quando c'erano state le proteste dopo i brogli elettorali, è anche per effetto delle sanzioni europee. In Italia, sarebbe stato importante avere un segnale unitario del Parlamento italiano: purtroppo non c'è stato perché c'è sempre chi deve fare un posizionamento personale o di partito in più", ha concluso Magi.
"Non si aggiunga violenza alla violenza, serve l'impegno delle organizzazioni internazionali. Anche l'Europa faccia sentire la sua voce e assuma un ruolo attivo. Bisogna sostenerla libera autodeterminazione del popolo iraniano. Tutta la comunità internazionale si mobiliti affinché la repressione si fermi", ha dichiarato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, presente alla manifestazione per l'Iran.
"Mi pare naturale essere unitariamente al fianco di un popolo di lotta, per la sua libertà, per la democrazia, per i diritti civili. Per quel che ci riguarda, penso ad Avs, ma credo di poter parlare a nome di tutto il campo progressista, siamo sempre al fianco dei popoli che lottano per la loro libertà", ha dichiarato Nicola Fratoianni alla stampa.
"Siamo tutti e tutte insieme e lo siamo non da oggi, lo dico a chi dalle parti del centrodestra gioca in modo strumentale accusandoci di ambiguità - ha aggiunto -. L'indirizzo dell'ambasciata iraniana lo conosciamo bene perché ci siamo stati molte volte, quando questa vicenda non era sotto i riflettori del mondo, quando la situazione non era quella che viviamo in questo momento e dunque per noi. Per noi è assolutamente naturale essere qui oggi, come siamo sempre stati dalla parte dei popoli che lottano per la libertà".
Sulle polemiche in merito alle divisioni sulla risoluzione approvata in Senato e alla Camera, il leader di Avs ha spiegato: "Noi abbiamo sottoscritto e votato entrambe le risoluzioni, condividiamo la risoluzione che è stata da tutti e da tutte le forze politiche, e naturalmente condividiamo anche la necessità di esprimersi in modo molto chiaro contro qualsiasi ipotesi di intervento militare straniero".