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Il vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: "Prima di mandare soldati in qualche parte del mondo, a Parigi e Berlino dovrebbero pensarci".
Il vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: "Prima di mandare soldati in qualche parte del mondo, a Parigi e Berlino dovrebbero pensarci".
“Il decreto è in lavorazione da alcuni mesi, sono una sessantina di articoli ed era già previsto il divieto di possesso di lame di qualsiasi genere soprattutto da parte di ragazzi. In alcune scuole problematiche i presidi avevano già richiesto controlli e metal detector”. E' quanto ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ai microfoni di Rtl 102.5.
“Anche sui minori non integrati nel decreto ci sono alcuni provvedimenti come la cessazione di accoglienza per chi commette reati. Non puoi militarizzare ma ci sono alcune scuola problematiche, ci sono alcune realtà con tassi di studenti stranieri che sono superiori al 50%, non è automatico, ma se c’è una quantità di etnie, di famiglie problematiche e difficoltà a parlare in italiano è chiaro che l’attenzione va portata”, ha proseguito Salvini.
“Il futuro della Groenlandia è in mano ai groenlandesi. Quello che colpisce è la reazione disunita, disorganizzata e scoordinata dell’Europa, sembra che ce ne siano due: una comandata da Parigi e Berlino che manda soldati e annuncia sanzioni, poi quella di altri Paesi Ue più prudenti, dialoganti e ragionevoli come l’Italia che non manda soldati qua e là. Prima di mandare soldati in qualche parte del mondo, a Parigi e Berlino dovrebbero pensarci. Che poi l’atteggiamento americano non sia quello diplomaticamente conosciuto nei decenni mi sembra evidente, ma dobbiamo farci i conti.
C‘è Nato contro Nato e non Putin brutto e cattivo…rischiamo il ridicolo – ha aggiunto, in riferimento al caso Groenlandia -. Bene fa il governo italiano a mantenere un atteggiamento prudente. Non penso che nessuno possa permettersi a Bruxelles o a Parigi di fare il bullo, credo sia meglio avere istituzioni europee che pensano alla diplomazia“.