Strage di Capodanno: Moretti sotto accusa, "ventilazione mai controllata dalle autorità"

Interrogatorio a Sion per il proprietario del Constellation: tra scuse alle famiglie, errori sulla sicurezza e l'indagine forense sui cellulari.

(Prima Pagina News)
Mercoledì 11 Febbraio 2026
Roma - 11 feb 2026 (Prima Pagina News)

Interrogatorio a Sion per il proprietario del Constellation: tra scuse alle famiglie, errori sulla sicurezza e l'indagine forense sui cellulari.

Svolta drammatica nell'interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del discobar "Le Constellation", teatro della strage di Capodanno a Crans-Montana costata la vita a 41 persone.

Davanti ai giudici di Sion, Moretti ha ammesso gravi lacune nel sistema di vigilanza, lanciando accuse pesanti alle istituzioni locali: "L’impianto di ventilazione non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone". 

L’audizione ha fatto emergere dettagli inquietanti sulla gestione dell’emergenza all’interno del locale interrato: nessuno dei quattro dispositivi presenti è stato azionato. "Tutti pensavano solo a scappare", ha giustificato Moretti.

Le perizie hanno confermato l'assenza di cartelli catarifrangenti. Il proprietario ha ammesso di averli attaccati con semplice nastro biadesivo, sostenendo che si staccassero frequentemente al passaggio dei clienti. L'avvocato di parte civile, Fabrizio Ventimiglia, ha puntato l'indice sul sovraffollamento e sulla somministrazione di alcolici ai minori, temi centrali per definire le responsabilità.

Nonostante la battaglia legale, la giornata è stata segnata da momenti di forte tensione emotiva. Moretti, visibilmente provato, ha chiesto scusa alle famiglie: "Nessun genitore dovrebbe vivere questa tragedia, non penso ad altro".

In una pausa dell'interrogatorio, si è svolto un incontro privato tra i coniugi Moretti (domani sarà sentita la moglie Jessica) e Leila Micheloud, madre di due ragazze sopravvissute per miracolo.

"Un incontro di grande umanità", lo ha definito il legale della donna, che entrando in aula aveva dichiarato con fermezza: "Non ho paura di nessuno, sono qui per guardare in faccia chi c'era".

Mentre a Sion prosegue l'iter giudiziario svizzero, la Procura di Roma ha accelerato sul fronte italiano. Il PM Stefano Opilio ha disposto il sequestro probatorio dei cellulari delle vittime e dei feriti italiani. L'obiettivo è un'indagine forense massiva: chat, video e foto scattate dai ragazzi quella notte potrebbero essere la chiave definitiva per ricostruire l'esatta dinamica del rogo e accertare se il sovraffollamento abbia impedito una fuga sicura. Secondo gli inquirenti italiani, i dispositivi contengono elementi che le autorità svizzere non avrebbero ancora acquisito.


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