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Loris Costantino, dipendente di una ditta dell’indotto, è caduto da un’altezza di dieci metri: è il secondo incidente mortale nello stabilimento di Taranto dall’inizio dell’anno.
Loris Costantino, dipendente di una ditta dell’indotto, è caduto da un’altezza di dieci metri: è il secondo incidente mortale nello stabilimento di Taranto dall’inizio dell’anno.
Un nuovo incidente mortale sconvolge lo stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Loris Costantino, operaio di 26 anni dipendente della Gea Power, ditta di pulizie dell'indotto, è morto dopo essere precipitato da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato.
Il giovane è caduto da un'altezza di circa dieci metri, riportando lesioni devastanti al torace e a un braccio. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori e il trasporto d'urgenza in ambulanza all'ospedale Santissima Annunziata, le ferite si sono rivelate fatali: il decesso è stato confermato ufficialmente dalle fonti dell'Asl locale poco dopo l'arrivo nel nosocomio.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Vigili del Fuoco e gli ispettori dello Spesal, incaricati di effettuare i rilievi per accertare dinamica e responsabilità dell'accaduto.
Il dramma di Loris Costantino ricalca quasi fedelmente quello avvenuto lo scorso 12 gennaio, quando lo stabilimento era stato teatro di un lutto analogo: in quell'occasione a perdere la vita, sempre a causa di una caduta, era stato Claudio Salamida, operaio di 46 anni.
Due morti in meno di due mesi che riaccendono prepotentemente il faro sulle condizioni di sicurezza all'interno del polo siderurgico.