Ucraina, Camera: ok alla risoluzione della maggioranza, sì al sostegno militare per Kiev. Contrari due deputati della Lega

Crosetto: "L'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio".

(Prima Pagina News)
Giovedì 15 Gennaio 2026
Roma - 15 gen 2026 (Prima Pagina News)

Crosetto: "L'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio".

C'è il via libera, da parte della Camera dei Deputati, alla risoluzione di maggioranza sull'Ucraina, che impegna il governo, tra l'altro, "a continuare a sostenere" Kiev, "in coordinamento con la Nato, l'Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео", nonché a "valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile".

Il termine sostegni "militari" appare nelle premesse, ma non è annoverato tra gli impegni del governo.

Due deputati della Lega hanno espresso voto contrario: si tratta di Rossano Sasso e Edoardo Ziello, che al termine della seduta hanno confermato la loro posizione. "Al di là delle acrobazie lessicali, la sostanza non è cambiata", ha spiegato Ziello.

La Camera ha approvato anche le risoluzioni di Più Europa, Iv e Azione, con gli impegni riformulati dal governo. Via libera anche a quattro punti su cinque della risoluzione del Pd, che non ha accettato la riformulazione proposta dal governo, in particolare su un punto. Bocciate, invece, le risoluzioni di M5S e Avs.

"Sostenere l'Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine dell'ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita", ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante l'informativa su Kiev alla Camera.

Secondo Crosetto "l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione" e "un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione".

"Non esistono mezzi buoni e cattivi ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa.

Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso", ha continuato.

"Se avessi avuto la possibilità, non ce l'ho perché non le abbiamo, di dare all'Ucraina i mezzi per impedire a tutte quelle bombe di cadere, gliel'avrei data", ha aggiunto.

"Mi auguro che l'unica parte che noi useremo di questo decreto sia quella civile, sia la possibilità di ricostruire ospedali, di mandare vivere i medicinali". In più, "vorrei che questo decreto non ci obbligasse a dare nessun altro pacchetto di aiuti militari, perché vorrebbe dire che la guerra è finita".

"La popolazione ucraina vive senza il 90% dell'energia, del gas e della luce. Nel 2025 le vittime civili hanno superato le 2.500 unità, i feriti 11.000 con un incremento del 26% rispetto al 2024 e del 70% rispetto al 2023. Gli attacchi da lunga gittata hanno causato il 51% delle vittime civili colpendo soprattutto centri urbani che nulla hanno a che fare col fronte di guerra. L'Ucraina affronta un'emergenza umanitaria paragonabile per intensità alla stessa di Gaza da oltre 1.421 giorni, ormai quattro lunghissimi anni. Il presidente Putin parla di pace e si presenta come chi difficilmente vuole farlo. Oltre il 90% degli attacchi, il 93% degli attacchi russi colpisce, lo ricordo, obiettivi civili", ha continuato il ministro della Difesa.

"Tra il 6 e il 12 gennaio sono stati documentati 44 attacchi russi contro impianti energetici e solo a Kiev oltre 1.000 edifici sono rimasti senza riscaldamento. Il 13 gennaio, due giorni fa, Mosca ha condotto il bombardamento più intenso degli ultimi 24 mesi", ha proseguito, spiegando che "la Russia non ha mai interrotto guerre e bombardamenti, nemmeno per un solo giorno. Persino Hamas, un'organizzazione terroristica brutale e priva di giustificazioni, a un certo punto ha accettato una tregua, ha sospeso i combattimenti e ha inventato un percorso diverso. La Russia finora no, nessuna pausa, nessun segnale, nessun gesto concreto".

"Interrompere oggi il sostegno all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita", ha poi spiegato il ministro. Al termine del suo intervento, i deputati di Forza Italia e Fratelli d'Italia si sono alzati per applaudirlo, mentre i leghisti sono rimasti seduti: interpellati in merito, riaffermano che la loro posizione non cambia.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Pagina News

#CameradeiDeputati
#Ucraina
PPN
Prima Pagina News