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Il raid, confermato dal ministro dell'Informazione Salah Al-Aqel, avrebbe visto almeno 3 attacchi da parte degli aerei di Riad
Il raid, confermato dal ministro dell'Informazione Salah Al-Aqel, avrebbe visto almeno 3 attacchi da parte degli aerei di Riad
Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Sa'udiyya, l'aeronautica militare saudita, ha effettuato una serie di attacchi contro l'aeroporto di Seiyun, nel governatorato orientale di Hadhramaut, nello Yemen.
Lo riferisce il canale televisivo AIC, emittente vicina ai separatisti del Consiglio di transizione meridionale (STC).
L'aviazione saudita avrebbe effettuato almeno tre attacchi contro l'aeroporto.
Il ministro yemenita dell'Informazione, della Cultura e del Turismo, Salah Al-Aqel, ha confermato gli attacchi a al canale televisivo Sky News Arabia.
Stamane, 2 gennaio 2026, il governatore dell'Hadhramaut, Salem Al-Khanbashi ha annunciato l'avvio di un'operazione per trasferire i campi militari controllati dall'STC alle forze governative.
La situazione in Yemen si è aggravata dopo l'occupazione dei governatorati di Hadhramawt e Al Mahrah da parte dei separatisti del Consiglio di Transizione Meridionale, sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti.
L'obiettivo del Consiglio di Transizione Meridionale, secondo il suo leader Aidarus al-Zoubaidi, è la creazione di istituzioni propedeutiche alla creazione di un futuro Stato nello Yemen meridionale.
Il 27 dicembre scorso, Rashad Muhammad al-Alimi, presidente del Consiglio di Leadership Presidenziale dello Yemen, ha richiesto assistenza militare alla coalizione guidata dall'Arabia Saudita.
Nella notte tra martedì e mercoledì, la coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha effettuato un attacco aereo su due navi in partenza dagli EAU -Emirati Arabi Uniti - e dirette al porto yemenita di Mukalla senza autorizzazione ufficiale.
Successivamente, al-Alimi poneva fine all'accordo di difesa congiunta con gli EAU chiedendo nel contempo il ritiro delle loro forze armate dal Paese entro 24 ore.
Il Ministero degli Esteri saudita, a sua volta, accusava gli EAU di aver sostenuto la rivolta nello Yemen orientale, definendola una minaccia alla sicurezza nazionale dell'Arabia Saudita.