Banchiere ucraino precipitato a Milano: il figlio arrestato a Barcellona, caccia ai complici del sequestro

L'ex banchiere Adarici sarebbe stato legato e tenuto prigioniero nel B&B di via Nerino prima della caduta mortale: “Volevano 250mila euro in criptovalute”.

(Prima Pagina News)
Venerdì 27 Febbraio 2026
Milano - 27 feb 2026 (Prima Pagina News)

L'ex banchiere Adarici sarebbe stato legato e tenuto prigioniero nel B&B di via Nerino prima della caduta mortale: “Volevano 250mila euro in criptovalute”.

Svolta nelle indagini sulla morte di Alexandru Adarici, l'ex banchiere ucraino precipitato lo scorso 23 gennaio da una finestra di un bed & breakfast in via Nerino, nel pieno centro di Milano.

Il figlio dell'uomo, un trentaquattrenne, è stato arrestato questa mattina a Barcellona dai Mossos d’Esquadra, in un’operazione congiunta con il Servizio Centrale Operativo e la Squadra Mobile di Milano. L'accusa per lui è di sequestro di persona aggravato dalla morte.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il figlio era presente nella stanza insieme ad almeno altre tre o quattro persone — attualmente ricercate — pochi minuti prima della tragedia.

Al momento esatto della caduta, però, il trentaquattrenne sarebbe rimasto solo nel locale, mentre i complici si sarebbero allontanati istanti prima. Sarebbe stato proprio il figlio ad affacciarsi alla finestra subito dopo l'impatto e, stando alle testimonianze raccolte, avrebbe negato di conoscere la vittima prima di dileguarsi rapidamente verso l'aeroporto di Malpensa per imbarcarsi su un volo diretto in Spagna.

Il movente del sequestro sarebbe di natura economica: gli indagati miravano a un trasferimento di denaro stimato in circa 250mila euro. A confermare l'ipotesi della tentata estorsione è il ritrovamento, all'interno della stanza del B&B, del computer portatile di Adarici con una schermata ancora aperta su una transazione di criptovalute.

Un dettaglio agghiacciante emerge dal primo esame del cadavere: l'ex banchiere è stato trovato con un laccio ancora stretto attorno a un polso, segno che l'uomo era stato legato durante la prigionia.

Le indagini dovranno ora chiarire se il decesso sia avvenuto a seguito dell'impatto o se Adarici fosse già morto al momento della caduta. Per sciogliere questo nodo sarà fondamentale l'autopsia, fissata per il prossimo 9 marzo, che dovrà stabilire l'esatta dinamica di quelli che appaiono come gli ultimi, drammatici momenti della vittima all'interno della struttura milanese.


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