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L'apertura negativa viene spazzata via dalle rassicurazioni sui colloqui tra USA e Iran: mercati europei in rally, mentre l'oro accelera e il greggio frena la corsa.
L'apertura negativa viene spazzata via dalle rassicurazioni sui colloqui tra USA e Iran: mercati europei in rally, mentre l'oro accelera e il greggio frena la corsa.
Inversione di rotta repentina per i listini europei, trascinati dal cambio di scenario nelle tensioni tra Washington e Teheran. Piazza Affari guida la riscossa con un balzo del 2,45%, portando il Ftse Mib a quota 43.675 punti.
A innescare il rally è stato un intervento social di Donald Trump su Truth, che ha annunciato il rinvio delle operazioni militari dopo aver definito i dialoghi degli ultimi due giorni "molto buoni e produttivi".
Il clima di distensione ha prodotto un immediato beneficio sul mercato dei titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund, che in mattinata aveva toccato un picco di 104,5 punti (massimo dal maggio scorso), è crollato a 84 punti base, con il rendimento del decennale italiano sceso al 3,8%.
Il vento di ottimismo ha contagiato l'intera Eurozona, con lo Stoxx 600 in rialzo dell'1% grazie alla spinta dei comparti tech e industriali. Tra le altre piazze principali, Francoforte svetta con un +3,3%, seguita da Parigi al +2,62%.
Sul fronte delle materie prime si registra una decisa "retromarcia" del petrolio: dopo aver sfiorato i 114 dollari al barile nelle prime ore del mattino, il Brent è scivolato a 104,5 dollari (-7%), mentre il WTI è arretrato fino a 90 dollari (-8,7%).
Al contrario, i beni rifugio continuano a correre: l'oro segna un +2,65% portandosi a 4.389 dollari l'oncia, tallonato dall'argento che vola a 67,6 dollari (+5,5%).