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L'Autorità Nazionale Anticorruzione registra un boom di investimenti nelle opere pubbliche, con un quarto del totale dedicato a progetti strategici per il rilancio del Paese.
L'Autorità Nazionale Anticorruzione registra un boom di investimenti nelle opere pubbliche, con un quarto del totale dedicato a progetti strategici per il rilancio del Paese.
Dal 2021 al 2025, l'Italia ha visto un flusso impressionante di risorse destinate alle opere pubbliche, con quasi 300 miliardi di euro aggiudicati per interventi che trasformano il territorio nazionale. E' quanto emerge dal monitoraggio dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac).
Questo volume record riflette un impegno concreto per modernizzare il Paese, accelerando progetti che migliorano la mobilità, la sicurezza e lo sviluppo economico.
Tra questi, spicca il ruolo delle infrastrutture strategiche, che rappresentano il 24% del totale, focalizzandosi su reti viarie, ferroviarie e idrauliche di primaria importanza.
La mappa degli investimenti mostra una spiccata attenzione alle aree più bisognose di rilancio. Il 23% dei lavori si concentra al Centro-Nord, dove si privilegiano ammodernamenti urbani e collegamenti logistici efficienti.
Al contrario, il 40% dei progetti si localizza al Sud e nelle Isole, con interventi mirati a colmare divari storici in termini di connettività e servizi essenziali.
Queste scelte strategiche puntano a ridurre le disparità regionali, favorendo un crescita equilibrata e sostenibile.
Le infrastrutture strategiche, che assorbono un quarto del budget complessivo, includono autostrade intelligenti, ponti innovativi e sistemi di trasporto rapido.
Questi progetti non solo generano occupazione immediata, ma pongono le basi per un'economia più competitiva.
L'analisi evidenzia come tali iniziative stiano accelerando la transizione verso modelli green, integrando tecnologie digitali per una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.
Con questo ritmo di investimenti, il 2026 si annuncia come un anno di consolidamento per le opere pubbliche in Italia. La sfida ora è garantire trasparenza e velocità nelle esecuzioni, massimizzando i benefici per cittadini e imprese.
Gli esperti concordano: questi 300 miliardi rappresentano un trampolino per un'infrastruttura nazionale all'avanguardia, pronta a supportare la ripresa post-pandemica e la transizione ecologica.