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Gianluigi Aponte, patron di Msc, sta rafforzando il dominio nel trasporto container acquistando centinaia di navi cargo usate e ordinando nuove unità ad altissima capacità, puntando a un ruolo incontrastato sulle principali rotte mondiali.
Gianluigi Aponte, patron di Msc, sta rafforzando il dominio nel trasporto container acquistando centinaia di navi cargo usate e ordinando nuove unità ad altissima capacità, puntando a un ruolo incontrastato sulle principali rotte mondiali.
La crescita nella flotta si intreccia con gli accordi con BlackRock e con nuovi investimenti in porti e logistica, trasformando Msc in un player integrato delle infrastrutture marittime e terrestri su scala globale. Con oltre 900 portacontainer in flotta, Msc guidata da Gianluigi Aponte è oggi il primo gruppo mondiale nel trasporto containerizzato via mare.
Dal 2020 l’armatore napoletano ha accelerato una strategia aggressiva di acquisizioni, rilevando centinaia di navi cargo usate sul mercato secondario e incrementando in tempi rapidi la capacità operativa. In un contesto di domanda di spedizioni ancora elevata e disponibilità limitata di unità, l’acquisto di navi già pronte consente di colmare subito i gap di offerta senza attendere i lunghi cicli di costruzione nei cantieri.
Parallelamente, Msc ha messo in fila ordini massicci di nuove portacontainer presso i principali cantieri asiatici, dalla Cina alla Corea del Sud, includendo anche unità alimentate a Gnl e navi di ultima generazione ad altissima capacità.
Una volta consegnate tutte le navi già acquistate o in costruzione, la capacità teorica del gruppo potrebbe raggiungere livelli superiori agli 8 milioni di teu, consolidando un vantaggio strutturale sui concorrenti storici come Maersk e Cma-Cgm. Questa combinazione di usato e nuovo permette di bilanciare tempi, costi e caratteristiche tecniche, con una flotta ampia e diversificata per rotte, mercati e segmenti.
La strategia sulle navi si inserisce in un disegno più ampio che guarda alle infrastrutture portuali e logistiche come leve decisive di controllo della catena del valore. Attraverso il rapporto con BlackRock e la piattaforma Global Infrastructure Partners, Msc partecipa a operazioni di grande scala nei terminal container e nei corridoi intermodali, dal Canale di Panama ai porti strategici in Europa e nel resto del mondo. L’obiettivo è integrare mare, ferrovia e logistica terrestre, offrendo ai clienti servizi door-to-door e presidio completo delle rotte commerciali globali.
Sul piano geopolitico, l’espansione di Msc dialoga con le strategie statunitensi di rafforzamento del controllo dei mari sotto la presidenza di Donald Trump, in un quadro di crescente competizione tra blocchi economici. Il radicamento nei porti chiave, il peso sulle principali alleanze e la capacità di investimento in nuove infrastrutture rendono il gruppo di Aponte un attore centrale non solo dal punto di vista industriale, ma anche nella partita della sicurezza delle catene di approvvigionamento. Per l’armatore, prossimo agli 85 anni, si apre anche il tema della governance futura, con l’ipotesi di un ruolo più strutturato di partner finanziari globali nella gestione di un impero da oltre 100 miliardi di fatturato.