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Il senatore di Italia Viva Enrico Borghi torna a puntare il dito contro la gestione delle risorse per la manutenzione stradale e contro l’operatività di Anas in Piemonte, indicando nel Verbano-Cusio-Ossola un caso “emblematico” di criticità.
Il senatore di Italia Viva Enrico Borghi torna a puntare il dito contro la gestione delle risorse per la manutenzione stradale e contro l’operatività di Anas in Piemonte, indicando nel Verbano-Cusio-Ossola un caso “emblematico” di criticità.
Nel corso di un intervento di sindacato ispettivo in Senato, Borghi ha collegato i ritardi infrastrutturali a un modello di gestione definito troppo centralizzato, con ricadute sulla capacità di trasformare i fondi disponibili in cantieri e interventi concreti.
Al centro della denuncia, il tema dei finanziamenti alle Province: Borghi riferisce di aver presentato interrogazioni che avrebbero evidenziato un taglio della dotazione destinata agli enti provinciali, quantificato nel 70% in Piemonte, con un impatto diretto sulla manutenzione delle strade. A seguito delle proteste, sostiene il parlamentare, il fondo sarebbe stato ripristinato, ma resterebbe irrisolto il nodo del metodo: una gestione “mista” tra paternalismo e centralismo nella quale il ministro potrebbe sindacare le singole spese dei territori, generando lentezze e inefficienze.
Il senatore concentra poi l’attenzione sul Verbano-Cusio-Ossola, area definita piccola ma strategica dal punto di vista viabilistico perché snodo nazionale e internazionale, collocata tra due cantoni svizzeri. In questo quadro, Borghi afferma che Anas non starebbe svolgendo attività adeguate di pianificazione e intervento, mentre sul territorio persistono situazioni di stallo che alimentano preoccupazione tra amministrazioni locali, residenti e operatori economici.
Nell’elenco delle opere citate, Borghi richiama la Statale 34 del Lago Maggiore, per la quale rivendica un precedente finanziamento e lamenta l’assenza di informazioni certe sull’avvio dei lavori legati alla galleria Paramassi. Altro dossier, la Statale 33 del Sempione: qui il parlamentare segnala cantieri aperti dal 2012 e una sequenza di criticità operative, tra restringimenti, cambi di carreggiata e interventi non completati, descrivendo un quadro di cantieri che si trascinano nel tempo senza una chiara prospettiva di chiusura.
La pressione politica, nelle intenzioni di Italia Viva, mira a rimettere al centro le priorità infrastrutturali dell’Alto Piemonte e a ottenere risposte su cronoprogrammi, responsabilità e programmazione degli interventi. Sullo sfondo resta la richiesta di un cambio di passo nella gestione delle risorse e nell’azione di Anas, considerata decisiva per collegamenti, sicurezza e competitività di un’area di confine ad alta intensità di traffico.