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La logistica italiana vale 120 miliardi di euro e genera 2,1 milioni di produzione per ogni milione investito: digitale e IA sono le chiavi per superarne le sfide. Ultimo miglio e sostenibilità ridefiniscono il settore, con opportunità per il Sud Italia grazie a Zes e Zls. Investi nel futuro: scopri come tecnologia e infrastrutture potenziano competitività ed export.
La logistica italiana vale 120 miliardi di euro e genera 2,1 milioni di produzione per ogni milione investito: digitale e IA sono le chiavi per superarne le sfide. Ultimo miglio e sostenibilità ridefiniscono il settore, con opportunità per il Sud Italia grazie a Zes e Zls. Investi nel futuro: scopri come tecnologia e infrastrutture potenziano competitività ed export.
La logistica italiana si conferma un pilastro dell'economia nazionale, con un fatturato che supera i 120 miliardi di euro, oltre 72 mila imprese attive e 720 mila occupati. Questo settore non è solo un ingranaggio essenziale per le filiere produttive, ma un vero motore di competitività: per ogni milione di euro investito, si attivano 2,1 milioni di euro di produzione, favorendo export e integrazione nelle catene globali del valore.
Le trasformazioni tecnologiche stanno rivoluzionando il panorama logistico. L'adozione di soluzioni digitali e intelligenza artificiale (IA) rimane una frontiera da conquistare: oggi, molte imprese italiane arrancano nell'implementare sistemi di tracciamento in tempo reale, predictive analytics e automazione dei magazzini. L'IA, ad esempio, può ottimizzare i percorsi di consegna riducendo i tempi del 20-30%, ma richiede investimenti mirati e formazione del personale. Senza un'accelerazione, il rischio è di perdere terreno rispetto a competitor europei più avanti, come Olanda e Germania.
Con il boom dell'e-commerce, l'ultimo miglio – ovvero l'ultima tappa della consegna al consumatore finale – diventa critico. In Italia, traffico urbano congestionato e norme ambientali stringenti complicano le operazioni, aumentando costi e emissioni. Soluzioni come droni, veicoli elettrici e micro-hub urbani rappresentano il futuro, ma necessitano di regolamentazioni smart e incentivi fiscali per decollare. Ridurre l'impatto ambientale non è più un optional: le imprese devono affrontare obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità, spingendo verso logistica green.
La riconfigurazione globale delle catene del valore apre scenari promettenti per l'Italia, specialmente al Sud. Regionalizzazione degli scambi e nearshoring premiano porti come Genova, Napoli e Bari, pronti a riconquistare centralità nelle rotte commerciali. Potenziare infrastrutture è cruciale: riforma portuale, corridoi transeuropei e più merci su rotaia possono dimezzare le emissioni e accelerare i flussi. Strumenti come Zone Economiche Speciali (Zes) e Zone Logistiche Semplificate (Zls) attraggono investimenti esteri, favorendo la crescita dimensionale delle PMI e creando migliaia di posti di lavoro.
In sintesi, digitale, IA e ultimo miglio non sono solo sfide, ma leve per un rilancio epocale della logistica italiana. Con strategie mirate, il settore può trasformare ostacoli in opportunità, consolidando il ruolo del nostro Paese nelle supply chain mondiali.