Caso Cinturrino: trasferiti i quattro agenti indagati, si accelera sul fronte disciplinare

Rimossi dal Commissariato Mecenate i colleghi dell'assistente capo arrestato per l'omicidio di Rogoredo. Atteso per la prossima settimana il primo consiglio di disciplina, mentre la Mobile scava tra i racconti di condotte irregolari.

(Prima Pagina News)
Giovedì 26 Febbraio 2026
Milano - 26 feb 2026 (Prima Pagina News)

Rimossi dal Commissariato Mecenate i colleghi dell'assistente capo arrestato per l'omicidio di Rogoredo. Atteso per la prossima settimana il primo consiglio di disciplina, mentre la Mobile scava tra i racconti di condotte irregolari.

Svolta nell'inchiesta sull'omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo a Milano. I quattro agenti della Polizia di Stato indagati nell'ambito dell'indagine che ha già portato all'arresto dell'assistente capo Carmelo Cinturrino sono stati ufficialmente trasferiti. La decisione, di natura cautelativa, prevede il loro spostamento a incarichi di tipo non operativo presso sedi diverse dal Commissariato Mecenate, dove prestavano servizio insieme al principale indagato. Questo provvedimento segna un’accelerazione significativa nella gestione della vicenda, mirando a garantire la massima serenità nello sviluppo degli accertamenti e a preservare l'integrità dell'ufficio di provenienza.

Nonostante l’avvicendamento dei colleghi di Cinturrino, le procedure interne richiedono il rispetto di tempi tecnici rigorosi sia sul versante investigativo che su quello disciplinare. Come confermato anche dal Capo della Polizia, Vittorio Pisani, durante la sua recente visita in Questura, sussiste la ferma volontà di procedere con la massima celerità, compatibilmente con le garanzie procedurali necessarie per evitare futuri ricorsi. L'istruttoria disciplinare a carico di Cinturrino è in fase avanzata e potrebbe sfociare nella convocazione del primo consiglio di disciplina già entro la prossima settimana, una volta perfezionati tutti i passaggi regolamentari previsti.

Parallelamente, gli investigatori della Squadra Mobile proseguono il lavoro sul campo attraverso una fitta serie di escussioni testimoniali. Negli ultimi giorni si sono moltiplicati racconti e aneddoti riguardanti presunte condotte irregolari o "poco ortodosse" che l'assistente capo avrebbe tenuto durante il servizio. Gli inquirenti sono ora impegnati nell'opera di filtraggio di queste informazioni, cercando riscontri oggettivi che permettano di distinguere le prove certe dalle semplici illazioni provenienti dal complesso contesto dello spaccio e della tossicodipendenza, territori in cui la credibilità delle fonti deve essere vagliata con estrema cautela.

L'attenzione resta altissima sulla ricostruzione dell'esatta dinamica dei fatti di Rogoredo, mentre l'amministrazione della Pubblica Sicurezza lavora per isolare eventuali responsabilità individuali e fare piena luce sulle dinamiche interne al Commissariato. Ogni atto istruttorio viene attualmente formulato con estremo rigore metodologico, con l'obiettivo di blindare l'inchiesta da possibili vizi di forma e rispondere tempestivamente alla richiesta di giustizia e trasparenza che il caso ha sollevato nell'opinione pubblica e all'interno delle stesse istituzioni.


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