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L'erede al trono confessa il proprio tormento interiore mentre lo scandalo Epstein torna a travolgere i Windsor. Kate si commuove per "Hamnet", ma il Principe ammette di non avere la forza psicologica per reggere il dramma.
L'erede al trono confessa il proprio tormento interiore mentre lo scandalo Epstein torna a travolgere i Windsor. Kate si commuove per "Hamnet", ma il Principe ammette di non avere la forza psicologica per reggere il dramma.
Il red carpet dei Bafta, tradizionalmente vetrina di splendore e stabilità per la Corona, si è trasformato quest’anno nel palcoscenico di una confessione inaspettata e brutale.
Il Principe William, accompagnato da una principessa Kate descritta come radiosa ma visibilmente partecipe del peso emotivo del consorte, ha rotto il protocollo del silenzio per dare voce a un’inquietudine profonda.
"In questo momento non sono in uno stato di calma", ha ammesso l’erede al trono, lasciando intendere come il terremoto giudiziario che coinvolge lo zio Andrea stia scuotendo le fondamenta stesse della sua serenità familiare e istituzionale.
La tensione è emersa in modo quasi involontario durante una conversazione sul film Hamnet, pellicola che ripercorre la tragica scomparsa del figlio di William Shakespeare. Mentre Kate ha rivelato di aver visto il film sabato sera rimanendone profondamente commossa, William ha ammesso con disarmante onestà di non aver ancora trovato la forza mentale per affrontarne la visione, proprio perché la narrazione di un lutto così devastante richiederebbe una pace interiore che, allo stato attuale, gli è totalmente preclusa.
Il "non stato di calma" di William è la diretta conseguenza dell'aggravarsi della posizione di Andrea di Windsor.
Il recente arresto del principe reprobo, seguito da un rilascio che non ha però interrotto i molteplici filoni d'indagine sullo scandalo Epstein, ha riportato la monarchia in un cono d'ombra da cui sembrava faticosamente uscita.
Gli osservatori reali hanno interpretato la presenza dei Principi di Galles alla cerimonia londinese come un disperato tentativo di proiettare un’immagine di continuità e solidità, ma le parole di William hanno squarciato il velo, confermando che il "macigno" giudiziario dello zio sta schiacciando ciò che resta della popolarità della famiglia reale.
La pressione non arriva solo dalle aule di giustizia, ma anche da una piazza internazionale sempre più ostile e creativa nelle sue forme di protesta. A rendere ancora più tossico il clima attorno ai Windsor è stato infatti un clamoroso blitz dimostrativo avvenuto al Museo del Louvre di Parigi, orchestrato dal gruppo di attivisti britannici anti-Musk denominato Everyone Hates Elon.
In un’azione coordinata che ha beffato la sicurezza del museo più celebre al mondo, gli attivisti hanno appeso abusivamente una foto diventata istantaneamente storica: l'immagine di Andrea Mountbatten-Windsor ritratto sul sedile posteriore di una Range Rover, visibilmente provato e accasciato, mentre abbandonava la stazione di polizia del Norfolk dopo un fermo di dodici ore.
L’immagine era accompagnata dalla didascalia sarcastica "He’s Sweating Now" (ora sta sudando), un attacco frontale e velenoso al grottesco alibi che l'ex duca di York fornì nel 2019 durante la disastrosa intervista alla BBC. All'epoca, Andrea cercò di smontare le accuse di Virginia Giuffre – che ricordava come il reale "sudasse copiosamente" durante i loro incontri – sostenendo di soffrire di una rara condizione medica che gli impediva fisicamente di sudare. Oggi, quel sudore è diventato il simbolo della sua caduta e del tormento di William, costretto a reggere il peso di una corona che scotta sempre di più.