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La quindicenne di Biella ricoverata al Cto di Torino per l'ultima tappa del percorso dopo il rogo: “È scesa dall'elicottero sorridendo col suo palloncino”.
La quindicenne di Biella ricoverata al Cto di Torino per l'ultima tappa del percorso dopo il rogo: “È scesa dall'elicottero sorridendo col suo palloncino”.
Dopo quasi due mesi di ricovero in Svizzera, Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ustionata nell'incendio del locale "Le Constellation" a Crans-Montana durante la notte di Capodanno, è finalmente tornata in Italia.
Il trasferimento è avvenuto con un elicottero decollato da Zurigo e atterrato a Torino, dove la giovane è stata immediatamente presa in carico dal Centro grandi ustioni dell'ospedale Cto. Elsa, che nell'incidente aveva riportato ferite sul 60% del corpo e ha affrontato 22 giorni di coma, è stata accolta in un clima di profonda commozione, sottolineato da un gesto di altissima vicinanza istituzionale.
Come ha raccontato Lorenzo, il padre della ragazza: “Noi abbiamo vissuto per lei, abbiamo vissuto ogni giorno sperando che potesse arrivare questo giorno. In realtà non ci è mancato niente, abbiamo avuto l'appoggio di tutti, dal presidente Mattarella che anche oggi mi ha telefonato per portare i suoi auguri ad Elsa, era già venuto a Zurigo”.
Il ritorno in patria rappresenta per la famiglia un momento di liberazione dopo un periodo drammatico, come confermato dalle parole di Isabella, la madre di Elsa, che ha seguito la figlia durante tutto il volo: “Quali sono i sentimenti? È difficile da spiegare, se è stato un orrore, ma è stato un orrore, è stato l'inferno e l'abbiamo superato. E lo sarà veramente anche quando anche tutti i ragazzi, i suoi amici che sono al Niguarda e gli altri ragazzi che non conosciamo personalmente riusciranno a uscire da questo inferno. Nient'altro.
Si è creata una grossa famiglia. Anche con i genitori e pensiamo molto a tutti i genitori che hanno vissuto la nostra esperienza, quindi questo ci ha unito tanto.
Il dolore unisce tante volte più di tutto il resto, quindi adesso è un buon momento. Elsa sta bene, adesso è sorridente, è arrivata qua felice col suo palloncino, è contenta. Per lei tornare in Italia voleva dire avere gli amici a portata di mano, che potessero venire a trovarla e reiniziare il percorso scolastico. Perché era un'altra sua angoscia non poter essere di nuovo nella sua classe di prima. Però è contenta, cioè lei non vedeva l'ora di tornare in Italia, poi adesso magari può iniziare a mangiare, quindi non è male, ecco. In Italia, sì, finalmente”.
Sotto il profilo sanitario, l'accoglienza al Cto è stata preparata meticolosamente, come spiegato da Massimo Navissano, direttore della struttura complessa del Centro grandi ustioni di Torino: “La mamma ci ha ringraziati, era molto contenta perché l'avevano messa in contatto col nostro centro, spiegandole che è un centro di eccellenza dove avrebbe potuto proseguire le cure ed era contenta di essere vicino a casa e di trovarsi in un posto dove tutti parlavano italiano. Tra l'altro la mamma starà con Elsa in camera, quindi c'è anche questa possibilità di starsi vicine e di aiutarsi”.
Il medico ha poi confermato l'ottimo stato d'animo della giovane nonostante la complessità clinica: “Elsa è arrivata in elicottero da Zurigo e la prima cosa positiva è che è scesa sorridendo, quindi siamo riusciti a farla sorridere, col suo palloncino, accompagnata dalla mamma. In questo momento sono state accolte nella terapia sub-intensiva del Centro grandi ustionati del Cto della Città della Salute, qui a Torino.
Ha superato la fase iniziale acuta, quindi, è stata considerata trasportabile. Respira spontaneamente già da lunedì e quindi è arrivata per proseguire qui le cure presso il nostro centro. È una paziente molto delicata, ha subito tanti interventi; quindi, la strada è ancora molto lunga. Elsa sta bene, adesso è sorridente, è arrivata qua felice col suo palloncino, è contenta”.
Navissano ha infine dettagliato la stretta collaborazione internazionale che ha reso possibile il rientro: “Se abbiamo avuto confronti con i nostri colleghi a Zurigo? Certo, sia in precedenza, quando si pensava che potesse essere trasferita, che da lunedì, quando la situazione si è concretizzata e ci sono stati contatti sia tra i chirurghi generali, che tra i chirurghi classici, che tra gli anestesisti, in maniera da prendere in considerazione tutti gli aspetti delle problematiche sanitarie di Elsa”. Con il ritorno in Italia e la vicinanza dei suoi affetti e dei compagni di scuola dell'istituto superiore di Biella, Elsa inizia ora la fase di riabilitazione in un ambiente protetto e familiare, sostenuta dall'affetto di un'intera nazione e dal pensiero costante per gli altri ragazzi ancora ricoverati nelle strutture milanesi.