Londra annuncia il piano a sei per lo Stretto di Hormuz: c'è l'Italia. Non si ferma l'escalation in Medio Oriente

Attacchi iraniani alle raffinerie in Kuwait e Arabia Saudita. Trump minaccia la distruzione di South Pars mentre Macron denuncia una "escalation sconsiderata".

(Prima Pagina News)
Giovedì 19 Marzo 2026
Roma - 19 mar 2026 (Prima Pagina News)

Attacchi iraniani alle raffinerie in Kuwait e Arabia Saudita. Trump minaccia la distruzione di South Pars mentre Macron denuncia una "escalation sconsiderata".

La guerra in Medio Oriente tra Israele, Stati Uniti e Iran entra nella sua quarta settimana con un’intensità senza precedenti.

L’agenzia Reuters riferisce che il presidente statunitense Donald Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati sull'isola di Kharg e lungo le coste dello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza del passaggio marittimo e mettere al sicuro l'uranio arricchito di Teheran.

Secondo il Washington Post, il Pentagono avrebbe richiesto alla Casa Bianca di sottoporre al Congresso un finanziamento bellico da 200 miliardi di dollari, cifra che alcuni funzionari dell'amministrazione giudicano tuttavia irrealistica.

Il tycoon ha inoltre minacciato di distruggere completamente l'immenso giacimento di gas iraniano di South Pars qualora Teheran dovesse colpire nuovamente l'impianto di gnl di Ras Laffan in Qatar.

Le tensioni incendiano i mercati: il greggio Brent è balzato del 5,1% a 112,84 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è salito a 98,69 dollari. Il gas ad Amsterdam ha aperto a 74 euro al megawattora con un rialzo del 26,6%, per poi assestarsi a quota 70.

Sul fronte bellico, la raffineria Samref, proprietà di Aramco ed ExxonMobil, nel porto saudita di Yanbu, simbolo della potenza petrolchimica del Regno, è stata colpita da un attacco aereo e da un drone; le autorità di Riad, pur confermando danni limitati, hanno dichiarato di riservarsi il diritto di reagire militarmente. In Kuwait, un drone ha colpito una seconda raffineria dopo quella di Mina al Ahmadi, provocando un incendio.

In Israele, bombardamenti con bombe a grappolo provenienti dall'Iran hanno danneggiato le raffinerie di Haifa, sebbene il ministro dell'Energia Eli Cohen abbia negato danni significativi alle infrastrutture nazionali.

Downing Street ha annunciato che sei nazioni — Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone — sono pronte a collaborare a un piano per garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha discusso della strategia con Mark Rutte e Emmanuel Macron, sottolineando la necessità di un piano realizzabile contro gli attacchi iraniani che hanno già messo fuori uso il 17% della capacità di export di GNL del Qatar, con una perdita stimata di 20 miliardi di dollari.

Fonti della Difesa italiana precisano che una missione internazionale potrebbe avvenire solo sotto l'egida delle Nazioni Unite. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha escluso attacchi diretti dell'Iran all'Italia, ma ha messo in guardia contro le centinaia di cellule dormienti iraniane attivabili per atti terroristici in tutto il mondo.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha evidenziato come questa crisi rappresenti uno stress test impegnativo per i conti pubblici a causa dell'inflazione e del rialzo dello spread.

Nel frattempo, un caccia F-35 statunitense ha effettuato un atterraggio di emergenza dopo essere stato colpito durante una missione sopra l'Iran; è la prima volta che Teheran colpisce un velivolo USA in questo conflitto.

Israele ha attaccato per la prima volta obiettivi iraniani nel Mar Caspio, distruggendo una corvetta, quattro motovedette lanciamissili e un centro di comando a Bandar Anzali.

Il Ministero della Salute libanese riferisce di 1.001 vittime, tra cui 118 bambini, e oltre un milione di sfollati, mentre l'Idf dichiara di aver ucciso 500 membri di Hezbollah, inclusi 200 dell'unità d'élite Radwan.

Centinaia di militari spagnoli sono stati evacuati dall'Iraq verso la Turchia e due droni hanno colpito una base USA vicino all'aeroporto di Baghdad. Dallo Yemen, gli Houthi minacciano nuove azioni nel Mar Rosso, promettendo però di risparmiare gli interessi di Russia e Cina.

Mentre il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres invoca il primato della diplomazia, il ministro israeliano Zeev Elkin definisce ogni giorno di bombardamenti una benedizione e un'opportunità per aggravare i danni inflitti all'Iran. Dall'UE, Luigi Di Maio offre supporto ai paesi del Golfo, mentre Kaja Kallas ricorda che non esiste una base di diritto internazionale per una guerra in Iran senza risoluzione ONU.

Emmanuel Macron ha chiesto una moratoria sulle infrastrutture civili, definendo l'escalation sconsiderata.

L'Italia ha risposto all'emergenza umanitaria inviando a Beirut un volo della Cooperazione con 30 tonnellate di aiuti.

Intanto, in Iran, il presidente Pezeshkian avverte sulle conseguenze incontrollabili per il mondo intero, mentre la polizia arresta decine di civili accusati di cooperare con emittenti ostili.

La Cina, infine, ha definito inaccettabili le uccisioni di alti leader iraniani come Ali Larijani.


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