Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il Capo dello Stato riceve la laurea honoris causa alla presenza di Re Felipe VI: "L'Unione è l'unico baluardo per la pace contro la delegittimazione del diritto internazionale".
Il Capo dello Stato riceve la laurea honoris causa alla presenza di Re Felipe VI: "L'Unione è l'unico baluardo per la pace contro la delegittimazione del diritto internazionale".
In una cornice di altissimo valore simbolico, l'Università di Salamanca ha conferito oggi la laurea honoris causa al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Alla presenza di Re Felipe VI, con il quale il Capo dello Stato ha condiviso un colloquio e una passeggiata nel centro storico della città spagnola prima della cerimonia, Mattarella ha pronunciato una lectio magistralis che suona come un accorato appello al rilancio del progetto comunitario in una fase di estrema fragilità globale.
Citando Maria Zambrano, il Presidente ha ricordato che le radici della nostra civiltà sono più profonde dei rami visibili: "In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea". Il nucleo centrale dell'intervento ha riguardato la necessità di una nuova spinta ideale, richiamando lo spirito dei padri fondatori.
"Dobbiamo ritrovare l'ambizione dei leader che nel 1951 definirono un'Europa organizzata e viva come indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche", ha incalzato Mattarella, definendo l'UE il cuore pulsante di quella missione identitaria nata con la Carta di San Francisco.
Di fronte a un ordine mondiale in rapido mutamento e al rischio di una deriva contrattualistica basata sulla sola competizione tra potenze, il monito del Quirinale è stato netto: "Cosa può fare l'Europa? Accettare che il modello multilaterale venga soppiantato? Tocca all'Europa saper dire di no".
Il Presidente ha poi analizzato con durezza le attuali controtendenze geopolitiche, scagliandosi contro il tentativo di marginalizzare le Nazioni Unite e le sistematiche violazioni dei diritti umani. "Si assiste alla delegittimazione delle Corti Internazionali e dei loro giudici, negando il valore del diritto internazionale", ha denunciato Mattarella, ravvisando in questo fenomeno un pericoloso arretramento di civiltà.
Secondo il Capo dello Stato, questa insofferenza verso le regole pattuite e gli impegni liberamente sottoscritti dagli Stati sta riemergendo pericolosamente "in nome di un presunto sovranismo assoluto", una visione che rischia di affievolire l'efficacia dell'ordine internazionale proprio nel momento in cui le sfide globali richiederebbero la massima coesione cooperativa.