Morte Domenico, il dolore di mamma Patrizia: "Grazie Italia, ora è il figlio di tutti"

L'abbraccio del Paese tra pupazzi e messaggi d'affetto: la madre annuncia una fondazione per onorare la memoria del piccolo e chiede verità sul trapianto fallito: "Voglio giustizia".

(Prima Pagina News)
Lunedì 23 Febbraio 2026
Napoli - 23 feb 2026 (Prima Pagina News)

L'abbraccio del Paese tra pupazzi e messaggi d'affetto: la madre annuncia una fondazione per onorare la memoria del piccolo e chiede verità sul trapianto fallito: "Voglio giustizia".

A quarantotto ore dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico, la madre Patrizia Mercolino ha deciso di rompere il silenzio per trasformare il proprio dolore in un immenso ringraziamento collettivo.

Davanti all'ospedale Monaldi, trasformato in un santuario di affetto spontaneo, la donna ha rivolto un pensiero commosso a un'intera nazione che si è stretta attorno alla sua famiglia: "Ho visto il tappeto di pupazzi fuori al Monaldi, bellissimo. Ne approfitto anche per ringraziare tutta l’Italia, per tutto il calore che stanno dimostrando a mio figlio. Veramente ringrazio tutti con tutto il cuore, Domenico è diventato il figlio di tutti. Ho percepito questo abbraccio immenso dal primo momento, ma adesso ancora di più".

Patrizia ha poi esteso il suo riconoscimento al ruolo dell'informazione: "Ringrazio anche voi giornalisti, perché senza di voi non sarebbe arrivato fino a qua tutto questo".

Tuttavia, accanto alla gratitudine, emerge la determinazione di una madre che non accetta zone d'ombra sulla fine del proprio bambino, spirato dopo un trapianto di cuore che non ha dato l'esito sperato. "Ho saputo dai giornali che l'intervento non era andato come doveva, dopo un mese e mezzo. Mi avevano detto solo che il cuore non era partito e che ne dovevamo aspettare un altro. È arrivata l'ora della verità. Me lo devono e lo devono a mio figlio. Chiedo solo giustizia", ha dichiarato con fermezza ai microfoni di Ore 14 su Rai 2.

Patrizia ha annunciato l'intenzione di dare vita a una fondazione che porti il nome di Domenico: uno strumento per mantenere viva la memoria del piccolo ma anche un presidio concreto "per aiutare tutte quelle persone che sono state vittime di malasanità".

L'intervista è stata anche l'occasione per lanciare un durissimo monito contro i tentativi di speculazione che stanno infangando il ricordo del figlio. La donna ha messo in guardia i cittadini da possibili truffe legate a raccolte fondi non autorizzate: "Vorrei ricordare anche tutto questo sciacallaggio che c'è stato, stanno usando il nome di mio figlio per soldi, cosa che io non accetto. Io non ho mai avuto un euro, mai voluto un euro da nessuno".

Una posizione netta, volta a proteggere la dignità di una storia che ha commosso l'Italia e che ora cerca risposte nelle aule di giustizia.


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