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L'ex ambasciatore rilasciato dopo il fermo per aver passato segreti di Stato a Epstein: l'inchiesta travolge i Windsor e riapre lo scenario tabù dell'abdicazione del Sovrano.
L'ex ambasciatore rilasciato dopo il fermo per aver passato segreti di Stato a Epstein: l'inchiesta travolge i Windsor e riapre lo scenario tabù dell'abdicazione del Sovrano.
Peter Mandelson è stato ufficialmente rilasciato su cauzione dalla polizia britannica dopo il clamoroso arresto che lo vede accusato di negligenza e condotta illecita nell'esercizio di pubbliche funzioni per aver spifferato delicatissimi segreti governativi a Jeffrey Epstein durante i primi anni Duemila.
Il settantiduenne ex ambasciatore e architetto del blairismo, indicato da fonti investigative come l'uomo citato nel comunicato ufficiale di Scotland Yard, avrebbe utilizzato la propria posizione di potere per favorire gli affari del finanziere pedofilo e di altri businessman, creando un corto circuito tra sicurezza nazionale e lucro privato che ora minaccia di polverizzare quel che resta della credibilità istituzionale del Regno Unito.
Il caso Mandelson agisce come un acceleratore sulla crisi della Corona, trascinando Re Carlo III al centro di un tornado di sospetti su decenni di coperture reali garantite al fratello Andrea, ormai colpito anche dalle denunce di Gordon Brown sull'uso di aerei della Raf per voli privati verso le residenze di Epstein.
La pressione sul sovrano, già fiaccato dalla battaglia contro il tumore, ha raggiunto livelli tali da spingere commentatori influenti a suggerire un immediato passaggio di consegne al Principe William, paragonando la situazione alle dimissioni di Benedetto XVI come unica via per modernizzare e salvare una monarchia percepita come complice e anacronistica.
Mentre il governo Starmer accelera sulla legge per estromettere formalmente il Duca di York dalla linea di successione, con il plauso dei leader del Commonwealth, emergono nuovi dettagli imbarazzanti su spese personali smodate caricate sui contribuenti per anni, inclusi massaggi e lussi personali mascherati da missioni commerciali.
La tensione è palpabile nelle parole dello stesso William, apparso visibilmente turbato ai Bafta, mentre Re Carlo promette una collaborazione totale con la giustizia che però non basta a spegnere l'indignazione per i documenti che lo vedrebbero informato dei traffici del fratello già dal 2019, portando persino veterani conservatori a evocare lo spettro dell'alto tradimento per aver svenduto l'onore del Paese tra i festini di New York e le stanze segrete del potere britannico.