Salute, deglutizione: parla il Prof. Lino Di Rienzo Businco
Intervista all'accademico Lancisiano, Responsabile Otorinolaringoiatria - Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI Roma.
di Andrea Scotto
Sabato 18 Marzo 2023
Roma - 18 mar 2023 (Prima Pagina News)
Intervista all'accademico Lancisiano, Responsabile Otorinolaringoiatria - Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI Roma.

A meno di non essere medici, poco o nulla sappiamo del nostro corpo. Lo abitiamo, quasi come se fossimo immersi in una grande piscina  virtuale e misteriosa, sospesi, appesi, in attesa.

Poco o nulla percepiamo delle peripezie interne, delle mille sfuggenti manovre recondite, spontanee e naturali, che si producono a nostra insaputa, specie quando si è in salute. L’organismo lavora nel buio, silenzioso e in totale autonomia, per se stesso e per il proprio benessere, e quindi anche per l’inquilino che vi si annida (in pratica per ciascuno di noi), spesso un po’ disorientato

. Prendiamo ad esempio la deglutizione. Alzi la mano chi vi abbia mai dato peso o attenzione! Eppure, tra inconsapevolezza e rare sensazioni di lieve presenza, si tratta di un meccanismo fondamentale. A tacer della sottile, anonima (e veramente poco nota) funzione delle rughe palatine. Ne parliamo con un affermato professore di Roma, Lino di Rienzo Businco. Accademico Lancisiano, 
Responsabile Otorinolaringoiatria - Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI Roma, a capo di grandi progetti avveneristici nel campo medico.

Professore, perché si deglutisce?

Per ingerire cibo, liquidi e/o saliva. Inoltre il meccanismo attiva contestualmente una serie di fattori posturali benefici, alcuni dei quali ancora oggetto di studio.

Quanti tipi di deglutizione possono verificarsi nel nostro corpo?

Si deglutisce quando si mangia, quando si beve e quando si ingerisce la saliva (c.d. deglutizione spontanea). In quest’ultimo caso la quantità inghiottita è standard, salvo accumulo. In ogni caso vige il principio fisiologico per cui “ogni volta che si attiva il meccanismo si elimina tutto l’eccesso”.

Ogni quanto tempo si deglutisce?

Al di là della durata dei pasti (tra un boccone e l’altro) non c’è una frequenza prestabilita, specie per la deglutizione spontanea: dipende da cosa facciamo, da come viviamo emotivamente ciò che facciamo e dalle caratteristiche fisiche che segnano la nostra unicità.

Quando accade la deglutizione spontanea e in che termini?

La deglutizione spontanea (salivare) si verifica in una delle due pause ( inspiratoria e/o espiratoria) che compongono il naturale ciclo respiratorio (inspirazione; pausa; espirazione; pausa).

Esse vanno considerate come due “finestre temporali” (e non respiratorie) a disposizione del sistema in cui, indifferentemente, una volta riunite di volta in volta le condizioni fisiologiche, si attiva il meccanismo.

Non c’è dunque alcuna preferenza da parte del corpo per una o l’altra “finestra”. Ogni volta che si verifica è il momento giusto, perché, sia ben chiaro, la struttura che ci ospita sa sempre perfettamente cosa fare, quando farlo e come farlo (e non ha certo bisogno di chiederci consiglio, né tanto meno di essere controllata in alcun modo nelle sue evoluzioni spontanee). Va inoltre precisato che in alcuni casi la deglutizione può avvenire in entrambe le pause dello stesso atto respiratorio e, seppur più  raramente, più volte nella stessa pausa (in caso di  produzione salivare particolarmente abbondante).

A seconda di cosa si deglutisce la tecnica naturale differisce?

Si, a seconda che si beva, si mangi o si deglutisca la saliva. Cibo e saliva sono sottoposti alla stessa tecnica (le arcate dentali, chiudendosi un istante, coadiuvano la lingua che spinge sul palato; in tal modo si genera una forza verso il basso che avvia il cibo in direzione dell’esofago).

Il bere invece prevede qualche variazione perché le arcate dentali non hanno bisogno di chiudersi. Infatti l’acqua in ingresso (dotata di forza propria) scorre lateralmente dai lati della bocca, evitando così di entrare nella trachea  (obiettivo comune condiviso di ogni tipo di deglutizione) e rafforzando lo schermo protettivo dell’epiglottide.

Teniamo conto che in genere le arcate dentali non si toccano mai: né quando si parla, né quando si mangia
né quando si mangia né quando ci si trova a bocca chiusa, a riposo. Tuttavia questa non è una norma assoluta perché in natura non esistono regole precise ma solo tendenziali all’interno di un pattern: a volte distrazione, posizione assunta ed emozione incidono.

Importante poi è cogliere l’aspetto del boccone, dell’acqua o della saliva che vanno di traverso. L’epiglottide si chiude (proteggendo la trachea) se il meccanismo della deglutizione (meccanico-muscolare) viene svolto con calma, nei tempi fisiologici, possibilmente senza parlare freneticamente e in posizioni classiche. Diversamente, l’epiglottide non si chiude, il bolo prende la via sbagliata e interviene il meccanismo protettivo della tosse, salvo ulteriori conseguenze.

Cosa solo le rughe palatine?

Sono delle creste mucose,dei rilievi che si possono percepire passando la lingua nella zona dello spot palatino, dietro gli incisivi.

A cosa servono?

Principalmente a stabilizzare il bolo alimentare affinché sia compatto e non sfugga ai bordi del palato: una sorta di “sorvegliante” della giusta direzione del cibo. Inoltre esse sono inalterabili (salvo patologie  degenerative specifiche), dunque stabili nel tempo e ad esse si interessa la scienza forense che le ritiene aventi proprietà analoghe a quelle delle impronte digitale: infatti le rughe sono uniche per ciascuno di noi.

 Di cosa si sta occupando in questo periodo Professore? So che lei e la sua équipe siete molto attivi sotto il profilo sperimentale.

 In queste ultime settimane ha visto la luce dopo anni di Ricerca e sviluppo del Team di ricerca che ho avuto l’onore di dirigere, il vaporizzatore molecolare, un innovativo strumento per la somministrazione di farmaci secondo una via di assunzione mai resa possibile sino ad oggi.

Si tratta di una invenzione nata dal genio italico del fisico Prof. Brandimarte noto nel settore per molti brevetti biomedicali, che consente di trasformare in poche decine di secondi qualsiasi molecola farmacologicamente attiva in uno stato di gas, aprendo la strada a nuove possibilità terapeutiche per patologie respiratorie, cerebrali, cutanee, immunologiche e oncologiche.

La somministrazione dei farmaci avviene quindi inalando il gas con un tubicino dalla bocca, dal naso o sulla pelle, e gli studi che abbiamo condotto e pubblicato sulle Riviste più autorevoli del settore, hanno certificato l’efficacia di questa innovativa via terapeutica, con riduzione drastica dei dosaggi necessari e quindi meno tossicità e maggiore velocità di azione. Solo a titolo di esempio il vaporizzatore molecolare potrà essere utilizzato nel prossimo futuro per la cura di polmoniti, sinusiti, Parkinson, tumori e soprattutto malattie infettive (incluso Covid) con somministrazione di vaccini e terapie con anticorpi monoclonali secondo schemi posologici del tutto innovativi per il basso impatto sul paziente.

 Lei è il Presidente della Società Italiana di Chirurgia miniinvasiva, quali sono le novità nel campo di questi trattamenti?

 La nostra attività di Ricerca clinica di SIDERO onlus si è particolarmente dedicata alla messa punto di protocolli e strumentario (abbiamo recentemente ideato e ratificato un innovativo sistema dilatato respiratorio a palloncino per la dilatazione di seni paranasali e tube auricolari) per la cura delle malattie respiratorie, quali sinusiti, riniti, adenotonsilliti, otiti, russamento notturno, in modo massimamente conservativo e minimamente invasivo.

Questo perché abbiamo compreso che se si interferisce in modo meno traumatico possibile con il Sistema Salute respiratorio il paziente guarisce prima e meglio. Per ottenere questi risultati funzionalmente rispettosi dei meccanismi di difesa delle mucose utilizziamo i palloncini balloon che dilatano gli spazi nasali occlusi senza tagliare o rovinare (al contrario rigenerandole) le strutture del naso e dei seni facciali, insieme alla radiofrequenze di terza generazione basate sulla energia della Risonanza quantica molecolare, in grado di sgonfiare le mucose dei turbinati, del palato, delle adenoidi e delle tonsille con veloci trattamento di day-surgery senza sanguinanti e lunghe convalescenze che caratterizzavano le chirurgie tradizionali. Il futuro della medicina sarà la rigenerazione!


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