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Mentre l'asse Ginevra-Pechino lavora a un tavolo di pace, il conflitto si inasprisce con attacchi massicci su Zaporizhzhia e Smolensk, in un clima di tensione energetica tra Kiev e l'Ungheria.
Mentre l'asse Ginevra-Pechino lavora a un tavolo di pace, il conflitto si inasprisce con attacchi massicci su Zaporizhzhia e Smolensk, in un clima di tensione energetica tra Kiev e l'Ungheria.
Il conflitto ucraino entra nel suo quinto anno vivendo una dicotomia paradossale: se da un lato si aprono spiragli diplomatici senza precedenti, dall'altro l'intensità degli scontri sul campo non accenna a diminuire.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha ufficialmente annunciato l'avvio dei preparativi per un passaggio storico, che vedrà il segretario del Consiglio per la sicurezza Rustem Umerov incontrare a Ginevra i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner. L'obiettivo dichiarato va oltre la ricostruzione: “La seconda questione è che si prepareranno per un incontro trilaterale, che si terrà con la Russia e, a nostro avviso, si terrà all’inizio di marzo”.
Questa apertura verso un tavolo comune trova una sponda nel cancelliere tedesco Friedrich Merz, che dopo i colloqui con Xi Jinping a Pechino ha espresso fiducia nella mediazione cinese: “I segnali provenienti dalla Cina sarebbero presi molto sul serio a Mosca. Desidero esprimere il mio esplicito apprezzamento per l’impegno cinese a favore della pace nella regione”.
Il presidente Xi ha confermato la volontà di favorire negoziati, pur precisando che “tutte le parti devono essere coinvolte su un piano di parità e che le loro legittime preoccupazioni devono essere prese in considerazione”.
Tuttavia, la "Pasqua della pace" invocata dal cardinale Matteo Zuppi — che ha definito la guerra “una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità che attende il sole della pace” — appare ancora lontana se si guarda ai bollettini di guerra delle ultime ventiquattro ore. La Russia ha scatenato una massiccia ondata di 115 droni, di cui circa 60 di fabbricazione iraniana tipo Shahed, colpendo duramente il sud-est del Paese.
A Zaporizhzhia il bilancio è tragico con quattro vittime civili, mentre altri decessi si registrano nelle regioni di Kherson e Dnipropetrovsk. La risposta ucraina non si è fatta attendere e ha colpito lo stabilimento PAO Dorogobuzh nella regione russa di Smolensk, dove fonti locali riportano almeno sette morti e dieci feriti.
Un attacco che ha costretto le autorità russe a chiudere scuole e asili, segno di una vulnerabilità interna che il ministro Antonio Tajani interpreta come un segnale di stallo per il Cremlino: “I russi di fatto hanno fallito, dopo quattro anni hanno conquistato il 18-19% del territorio, per cui ci metterebbero decenni per conquistare tutto. Alla fine anche loro saranno costretti a sedersi a un tavolo”.
Sul piano della sicurezza strategica, Zelensky ha firmato nuovi accordi con Finlandia, Danimarca e Lettonia per la produzione congiunta di armamenti, dichiarando: “Stiamo ampliando la produzione di droni per difenderci oggi e scoraggiare attacchi futuri. Queste iniziative contribuiscono a gettare le basi per una base industriale di difesa europea veramente autosufficiente”.
Ma questa accelerazione militare e il contemporaneo blocco petrolifero attuato da Kiev hanno scatenato l'ira di Viktor Orban. Il premier ungherese ha denunciato quello che definisce un ricatto orchestrato con Bruxelles: “L’Ungheria non può essere ricattata. Il governo ucraino sta preparando ulteriori azioni per interrompere il sistema energetico ungherese. Centinaia di miliardi di euro vengono sperperati senza alcun risultato. In questa guerra, non sono i russi ad essere schiacciati, ma gli europei”. Orban ha inoltre accusato l'opposizione interna di aver stretto un patto segreto per trascinare il Paese in guerra in cambio del sostegno di Kiev, ribadendo che “l’Ungheria deve restarne fuori. Il governo deve salvaguardare la sicurezza del Paese”.
Mentre la Commissione Europea studia come aggirare il veto ungherese al prestito da 90 miliardi, la lotta alla propaganda russa resta la priorità per Mikhailo Podolyak. In un’intervista a “La Repubblica”, il consigliere della presidenza ucraina, nel ribadire l'affidabilità del governo italiano, ha avvertito sui rischi di infiltrazione culturale: “Il ‘mondo russo’ è un mondo terribile dove domina la violenza. I divieti sulla propaganda filorussa devono essere introdotti in tutta Europa. Mosca investe molto in partiti politici e movimenti sociali in diversi Paesi, compresa l’Italia, per ottenere una sorta di lobby filorussa. Ciò andrebbe valutato”.
La cattura in Germania del presunto assassino dell'avvocato Portnov e gli arresti per corruzione tra gli alti ufficiali dell'Sbu a Zhytomyr chiudono il cerchio di una giornata complessa, dove la pulizia interna e la giustizia internazionale corrono parallele ai tentativi di pace di marzo.