Archivi di Stato, 2025 da record: più investimenti, digitale e IA. Tarasco: “Memoria accessibile e sviluppo sostenibile”

Nel 2025 la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura registra un anno record tra finanziamenti alla ricerca e valorizzazione, digitalizzazione e nuovi progetti tecnologici: dal Portale Archivi nazionali all’uso dell’intelligenza artificiale per la trascrizione automatizzata, fino agli investimenti sulle sedi e alla valorizzazione del patrimonio documentario.

(Prima Pagina News)
Mercoledì 07 Gennaio 2026
Roma - 07 gen 2026 (Prima Pagina News)

Nel 2025 la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura registra un anno record tra finanziamenti alla ricerca e valorizzazione, digitalizzazione e nuovi progetti tecnologici: dal Portale Archivi nazionali all’uso dell’intelligenza artificiale per la trascrizione automatizzata, fino agli investimenti sulle sedi e alla valorizzazione del patrimonio documentario.

Il 2025 si chiude come un anno di svolta per gli Archivi di Stato e per la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, che mette a bilancio risultati concreti su ricerca, valorizzazione e trasformazione digitale. In una fase in cui la modernizzazione della PA passa anche dalla cura delle fonti e dalla loro fruibilità, gli archivi si confermano infrastrutture culturali strategiche: presidiano la memoria e abilitano l’accesso ai documenti, con ricadute su studio, amministrazione e cittadinanza.

Gli archivi sono un’infrastruttura essenziale del Paese: custodiscono la nostra memoria e la rendono fruibile, unendo tutela e innovazione”, sottolinea il Direttore generale Archivi del MiC, avvocato Antonio Tarasco. “Il risultato del 2025 dimostra che investire su digitalizzazione, accessibilità e sedi significa rafforzare un diritto: quello alla conoscenza, con strumenti moderni e sostenibili”.

Tra i dati principali, il Ministero segnala risorse pari a 1.800.114,13 euro destinate a ricerca scientifica e valorizzazione degli archivi italiani, con un incremento del 14% rispetto al 2024, e 136 progetti finanziati su 347 domande. Dentro questo quadro, i Progetti di Ricerca Scientifica ricevono 1.087.614,13 euro per 89 iniziative selezionate, con una crescita del 31% rispetto al 2024, mentre agli archivi dei movimenti politici e sindacali vengono assegnati 712.500 euro, coprendo integralmente le risorse previste.

Sul fronte digitale, l’accelerazione riguarda sia la fruizione sia i processi: viene indicata la conclusione della digitalizzazione dei procedimenti penali sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, con consultazione prevista tramite il Portale Archivi nazionali. Nel 2025, inoltre, l’intelligenza artificiale viene applicata per la prima volta alla trascrizione automatizzata dei documenti archivistici nei 102 Archivi di Stato, con l’Archivio di Stato di Caserta come apripista grazie alla collaborazione con l’Università “Federico II” di Napoli.

La dimensione “infrastrutturale” non è solo tecnologica: grande attenzione è dedicata anche alle sedi e agli spazi della conservazione. Nel 2025 vengono inaugurate nuove sedi (Barletta e Ascoli Piceno), riaperto l’Archivio di Stato di Campobasso e avviati interventi di riqualificazione in diverse città; nel triennio 2022–2025 gli investimenti complessivi in immobili e adeguamenti strutturali superano i 61,6 milioni di euro, a conferma di una strategia che lega sicurezza, qualità degli ambienti e modernizzazione.

Accanto alla tutela, cresce la valorizzazione culturale: gli Archivi di Stato partecipano a eventi e iniziative nazionali, promuovono mostre e progetti divulgativi, e avviano anche un percorso unitario di identità visiva con un marchio comune per tutti i 102 Archivi, collegato a nuove forme di merchandising basate su immagini e testi del patrimonio documentario. Prosegue inoltre il rilancio editoriale con la riattivazione della “Rassegna degli Archivi di Stato” e l’avvio di una nuova collana di saggi.


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