Iran: Borse europee in caduta libera, il petrolio oltre i 116 dollari

L’escalation in Iran travolge i listini globali: Milano cede il 2,2% mentre il gas schizza del 24% tra venti di guerra e timori inflattivi.

(Prima Pagina News)
Giovedì 19 Marzo 2026
Milano - 19 mar 2026 (Prima Pagina News)

L’escalation in Iran travolge i listini globali: Milano cede il 2,2% mentre il gas schizza del 24% tra venti di guerra e timori inflattivi.

Non si arresta la violenta ondata di vendite che sta colpendo le Borse europee, messe sotto scacco dall'improvvisa escalation del conflitto in Medio Oriente che vede l'Iran al centro di una nuova fase bellica dopo gli attacchi mirati di Israele e Stati Uniti contro i giacimenti di gas.

In tarda mattinata, Piazza Affari guida il ribasso insieme agli altri listini continentali, con il Ftse Mib che lascia sul terreno il 2,2% scivolando a quota 43.761 punti.

Il clima di estrema incertezza ha innescato una reazione immediata sulle materie prime, portando il petrolio Brent a superare la barriera dei 116 dollari al barile con un balzo dell'8,19%, mentre il WTI segna una crescita più contenuta dello 0,9% a 97 dollari.

Parallelamente, il prezzo del gas naturale ha vissuto una mattinata di estrema volatilità, toccando in apertura un picco di 74 euro al megawattora per poi ripiegare e viaggia a 68 euro, mantenendo comunque un rialzo complessivo del 24% rispetto alle rilevazioni precedenti che lo vedevano a 66 euro.

La tensione si riflette chiaramente sulle singole piazze europee, dove Francoforte perde il 2,2% (dopo un avvio a -2%), seguita da Madrid al 2,3%, Londra all'1,68% e Parigi all'1,55%.

A Milano, il listino è zavorrato dal crollo verticale di Inwit, maglia nera con un -20% su cui pesano le nuove dinamiche competitive tra Tim, Fastweb e Vodafone per la gestione delle torri. Tra i peggiori figurano anche Prysmian con un calo del 4,2%, Unicredit che cede il 3,7% e StM a -3,64%. In questo scenario di vendite generalizzate, l'unico baluardo resta Eni, che grazie al rally del greggio sale dell'1,67%.

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund è oltre gli 83 punti, spingendo il rendimento del decennale italiano al 3,8%, mentre l'Oat francese sale al 3,65% e il Bund tedesco sfiora la soglia del 3%.

Il sentiment globale era già stato compromesso dalla chiusura negativa dell'Asia, con Tokyo in caduta del 3,38% dopo che la Bank of Japan ha confermato tassi invariati segnalando forti dubbi sull'inflazione. Anche Hong Kong (-2%), Shenzen (-2,27%) e Seul (-2,7%) confermano il trend di fuga dal rischio.

Al pessimismo contribuiscono i messaggi restrittivi della Federal Reserve e l'attesa per le decisioni della BCE previste per oggi, mentre sul mercato dei cambi l'euro tiene la posizione a 1,1450 sul dollaro.

In controtendenza rispetto all'energia, i metalli preziosi mostrano segni di debolezza con l'oro in calo del 5% a 4.700 dollari e l'argento che cede oltre il 10% assestandosi poco sopra i 70 dollari l'oncia.

Gli analisti, come sottolineato da Ricardo Evangelista di ActivTrades, avvertono che il mercato sta scontando il rischio di un'interruzione prolungata dell'approvvigionamento dal Golfo Persico che potrebbe compromettere la capacità produttiva di uno dei più importanti centri di estrazione al mondo.


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