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Scontro Tajani-opposizioni, il monito di Don Mattia Ferrari: "Coscienze scosse dal silenzio".
Scontro Tajani-opposizioni, il monito di Don Mattia Ferrari: "Coscienze scosse dal silenzio".
Il passaggio del ciclone Harry nel Mediterraneo centrale potrebbe aver lasciato dietro di sé una scia di morte senza precedenti.
L’organizzazione Mediterranea Saving Humans ha lanciato un allarme agghiacciante: sulla base delle testimonianze raccolte tra le comunità di migranti in Tunisia e Libia, il numero delle persone svanite nel nulla potrebbe toccare quota mille.
La denuncia della ONG parla di una tragedia che supera ampiamente le cifre ufficiali fornite finora dalle autorità europee, ferme a 380 dispersi dallo scorso 24 gennaio.
Secondo la presidente di Mediterranea, Laura Marmorale, l’epicentro della crisi è Sfax: diverse decine di imbarcazioni sarebbero partite dalla costa tunisina proprio nei giorni in cui il ciclone colpiva con forza il canale di Sicilia.
Molte di queste persone risultano irraggiungibili da oltre dieci giorni. Non sono arrivate in Italia né a Malta, ma non si hanno tracce di loro nemmeno nei centri di detenzione libici o lungo le rotte del deserto algerino.
"I governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito", ha incalzato la Marmorale, puntando il dito contro l'assenza di un dispositivo di ricerca e soccorso coordinato durante l'emergenza climatica.
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha risposto duramente, spostando il fuoco della responsabilità sugli scafisti. "I trafficanti di esseri umani sono dei criminali assassini", ha dichiarato il ministro, sottolineando l'assurdità di autorizzare partenze con un mare in tempesta, condannando deliberatamente i migranti a "morte certa".
Sul fronte opposto, il senatore di Italia Viva Enrico Borghi ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente per chiedere conto al Governo del destino dei 380 dispersi già confermati, denunciando un "clima di sostanziale disinteresse e insensibilità".
Al dolore dei familiari si unisce il grido di Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea. Per il sacerdote, il numero dei dispersi è un dato che "non può non scuotere le coscienze", ma che rischia di essere avvolto dall'indifferenza collettiva. "Un numero enorme di donne, uomini e bambini, nostri fratelli e sorelle, è stato risucchiato dal mare a causa dell'ingiustizia, della chiusura e dell'assenza di soccorso", ha affermato Don Mattia, invocando un "risveglio delle coscienze" per rispondere al grido dei poveri e trovare, in questo ascolto, una via di salvezza umana.