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Idf distrugge arsenale in borse Unrwa.
Idf distrugge arsenale in borse Unrwa.
Continua il flusso di rientri nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, riaperto in entrambe le direzioni dopo la chiusura imposta da Israele nel maggio 2024.
Secondo quanto riferito dall'emittente Al Qahera News, un secondo gruppo di cittadini palestinesi, reduci da cure mediche negli ospedali egiziani, ha attraversato il confine nella mattinata di oggi, seguendo il primo contingente rientrato nella giornata di ieri.
Nonostante la riapertura, la gestione del transito appare tesa e frammentata. Il ministero dell’Interno palestinese ha confermato l'ingresso di 12 persone, ma l'emittente qatariota Al-Araby riferisce che a 30 dei 42 palestinesi del primo gruppo sarebbe stato negato l'accesso e sarebbero stati rimandati in territorio egiziano.
Fonti locali citate dall'emittente descrivono una dinamica controversa: uomini armati e mascherati avrebbero intercettato i civili a 500 metri dal valico, trasferendoli presso un posto di blocco israeliano. Qui i cittadini sarebbero stati sottoposti a interrogatori e avrebbero subito la confisca dei beni personali prima di essere respinti.
Sul fronte operativo, le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno reso noto di aver individuato e distrutto un deposito di armi durante le operazioni di bonifica lungo la linea di cessate il fuoco. Nello specifico, i militari hanno rinvenuto 110 proiettili di mortaio, razzi e attrezzature belliche.
Secondo quanto denunciato dall'IDF su X, il materiale era stoccato all'interno di sacchi riportanti il logo dell'Unrwa, l'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi. Il ritrovamento riaccende le polemiche di Tel Aviv contro l'Agenzia, già accusata in passato di presunte infiltrazioni da parte di membri di Hamas tra i propri collaboratori.