Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Dallo scontro navale al largo dello Sri Lanka ai raid su Teheran e Beirut, il conflitto tra l'asse Usa-Israele e la Repubblica Islamica travolge i confini regionali coinvolgendo l'Alleanza Atlantica.
Dallo scontro navale al largo dello Sri Lanka ai raid su Teheran e Beirut, il conflitto tra l'asse Usa-Israele e la Repubblica Islamica travolge i confini regionali coinvolgendo l'Alleanza Atlantica.
Il panorama bellico globale ha subito nelle ultime ore una trasformazione radicale con l'affondamento di un'unità navale iraniana da parte di un sottomarino statunitense nelle acque dello Sri Lanka, segnando un'espansione del conflitto ben oltre il Golfo Persico.
La tensione si è spostata rapidamente verso lo scacchiere della NATO quando un missile balistico iraniano, dopo aver attraversato lo spazio aereo di Iraq e Siria, è stato intercettato e neutralizzato dalle unità di difesa aerea dell'Alleanza nel Mediterraneo orientale mentre si dirigeva verso il territorio turco.
Un funzionario di Ankara, protetto dall'anonimato, ha chiarito la dinamica affermando che "Riteniamo che mirasse a una base nella Cipro greca, ma che abbia deviato dalla rotta", mentre il ministero della Difesa Nazionale turco ha confermato che l'ordigno caduto nel distretto di Dörtyol, nella provincia di Hatay, "apparteneva a un munizionamento antiaereo che ha intercettato la minaccia in volo" e che "non si sono verificate vittime o feriti nell'incidente".
La ferma reazione di Ankara è stata ribadita dal ministro degli Esteri Hakan Fidan al suo omologo Abbas Araghchi, sottolineando che "qualsiasi azione che possa portare alla espansione del conflitto dovrebbe essere evitata", posizione sostenuta con forza dalla portavoce della NATO che ha dichiarato: "Condanniamo gli attacchi dell'Iran contro la Turchia. La Nato è saldamente al fianco di tutti gli Alleati, compresa la Turchia, mentre l'Iran continua i suoi attacchi indiscriminati in tutta la regione. La nostra posizione di deterrenza e difesa rimane forte in tutti i settori".
Contemporaneamente, il cuore dell'Iran è sotto un assedio senza precedenti da parte di forze israelo-americane che, secondo l'agenzia IRNA, hanno causato la morte di "1.045 dei nostri cari militari e civili" dall'inizio dell'aggressione sabato scorso. Il cielo di Teheran è oscurato dai raid che hanno colpito "il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran iraniani, oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa", secondo quanto annunciato dal portavoce IDF Avichay Adraee, mentre un caccia israeliano F-35I "Adir" ha abbattuto un velivolo iraniano YAK-130 proprio sopra la capitale.
La morte della Guida Suprema Ali Khamenei, che sarà sepolto a Mashhad, ha portato al rinvio dei funerali di Stato poiché "la cerimonia di addio per l'imam martirizzato è stata rinviata in previsione di un'affluenza senza precedenti".
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha inviato un messaggio agghiacciante alla leadership iraniana affermando che "qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano per distruggere Israele sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare, non importa come si chiami o dove si nasconda".
Sul fronte marittimo, l'instabilità è totale: una nave portacontainer è stata colpita da un "proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento" nello Stretto di Hormuz, segnando il quarto attacco in 24 ore mentre i Pasdaran rivendicano che "attualmente lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica".
In risposta, Donald Trump ha ipotizzato scorte armate alle petroliere, mentre il premier britannico Keir Starmer ha scelto la prudenza dichiarando: "Non voglio coinvolgere il Regno nella guerra in Iran senza basi legali e obiettivi certi", rifiutando raid della RAF ma concedendo l'uso delle basi agli USA perché "abbiamo già perso troppe vite e voglio che si imparino le lezioni del passato".
Anche il premier spagnolo Pedro Sanchez ha lanciato un monito contro la "roulette russa con il destino di milioni di persone" chiedendo diplomazia, mentre Israele espande i raid in Libano colpendo Beirut, Baalbek e il distretto del Monte Libano, lasciando dietro di sé centinaia di feriti e decine di vittime tra le macerie.
Nonostante la devastazione, il consigliere iraniano Mohammad Mokhbar ha gelato ogni speranza di tregua: "Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per negoziare con loro. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo".