Medio Oriente: l'Iran infiamma il golfo, attacco alle basi Usa. Israele distrugge il bunker di Khamenei

Teheran bombarda il Kuwait e colpisce una petroliera americana: petrolio verso i 150 dollari. Strage di bambine in una scuola, l'Unicef denuncia 180 piccoli uccisi. Trump blinda gli Stati Uniti, l'Italia schiera la Marina a Cipro.

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Venerdì 06 Marzo 2026
Roma - 06 mar 2026 (Prima Pagina News)

Teheran bombarda il Kuwait e colpisce una petroliera americana: petrolio verso i 150 dollari. Strage di bambine in una scuola, l'Unicef denuncia 180 piccoli uccisi. Trump blinda gli Stati Uniti, l'Italia schiera la Marina a Cipro.

La crisi in Medio Oriente ha raggiunto un livello di guardia drammatico con nuovi raid in Libano che hanno causato 500mila sfollati e attacchi diretti dell'Iran contro basi statunitensi in Kuwait.

Esplosioni sono state udite nella capitale kuwaitiana, confermate da giornalisti AFP, mentre il ministero della Difesa locale ha dichiarato su X che "le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e con droni che hanno penetrato lo spazio aereo kuwaitiano", aggiungendo che le autorità avevano già riferito di 67 soldati rimasti feriti negli attacchi iraniani della scorsa settimana.

Parallelamente, l'amministrazione di Donald Trump ha innalzato le misure di sicurezza negli Stati Uniti per timore di attacchi terroristici.

Il direttore dell'FBI, Kash Patel, ha dato ordine "alle squadre antiterrorismo e di intelligence di essere in massima allerta e di mobilitare tutte le risorse di sicurezza necessarie", mentre la segretaria del Dipartimento per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, pur essendo stata silurata da Trump ma ancora in carica, ha assicurato di essere in "diretto coordinamento con i nostri partner federali di intelligence e forze dell'ordine, mentre continuiamo a monitorare attentamente e contrastare qualsiasi potenziale minaccia in patria".

Sul fronte diplomatico e militare, Reza Pahlavi, figlio del defunto scià di Persia, ha condannato le aggressioni di Teheran dichiarando su X che "gli attacchi missilistici dell'Iran ai vicini del Golfo sono inaccettabili e li condanniamo", assicurando che in futuro "torneremo a essere veri partner".

La tensione nel Golfo resta altissima: gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver intercettato oggi nove missili balistici e 109 droni, mentre i residenti di Dubai hanno ricevuto sui propri telefoni l'allarme del Ministero degli Interni che esortava a "cercare immediatamente rifugio nell'edificio sicuro più vicino e stare lontani da finestre, porte e aree aperte".

Nel frattempo, la guerra impatta anche lo sport: alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina l'Iran non sfilerà poiché l'unico atleta, Aboulfazl Khatibi Mianaei, non è arrivato in Italia e i paesi iscritti sono scesi da 57 a 56.

La battaglia navale e petrolifera si inasprisce con Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, che ha annunciato alla TV di stato iraniana che "una petroliera di proprietà statunitense, vicino al confine con il Kuwait, è stata presa di mira ed è in fiamme".

In risposta all'escalation, l'Italia sta inviando almeno 160 militari della Marina nell'area di Cipro in coordinamento con Spagna, Francia e Olanda. Teheran, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, ha invece accusato USA e Israele di aver colpito la scuola elementare Shahid Hamedani School a Teheran, pubblicando video di vetri sfondati e dichiarando su X: "Questa è un'altra scuola elementare presa di mira dagli aggressori americani/israeliani".

Tuttavia, un'esclusiva Reuters rivela che gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell'attacco alla scuola femminile di Minab, nell'Iran meridionale, dove sarebbero morte 150 bambine, sebbene il Pentagono mantenga il riserbo parlando di indagini in corso.

L'Unicef ha lanciato un allarme drammatico confermando che "circa 180 bambini sono stati uccisi e molti altri feriti" nell'escalation, ricordando che "i bambini e le scuole sono protetti dal diritto internazionale umanitario e devono essere luoghi sicuri".

La situazione sul campo vede l'Idf annunciare l'intercettazione di missili iraniani su Beersheva e il Negev, mentre nuovi raid israeliani hanno colpito Beirut nei quartieri di Burj al-Barajne e Hadath. In Iraq, un attacco con droni ha fermato il giacimento petrolifero gestito dalla società statunitense HKN Energy nell'area di Sarsang, atto definito dalle autorità curde un "attacco terroristico contro il giacimento HKN".

L'Idf ha inoltre diffuso un "avviso urgente" in lingua farsi agli abitanti della zona industriale di Qom, vicino a Teheran, avvertendo che "nelle prossime ore l'Idf opererà nella zona per colpire le infrastrutture militari del regime iraniano".

Le Forze di Difesa Israeliane hanno poi dichiarato di aver distrutto il bunker sotterraneo di Khamenei a Teheran, sostenendo che circa 50 jet hanno sganciato 100 bombe sul sito che "ha continuato a essere utilizzato da alti funzionari del regime iraniano".

Il ministro della Difesa turco, Yasar Guler, pur ritenendo "molto basso" il rischio di un conflitto diretto tra Turchia e Israele, ha duramente criticato Netanyahu dicendo: "Non approviamo gli attacchi dell'amministrazione Netanyahu contro i Paesi vicini e crediamo che questi attacchi danneggeranno la pace e la stabilità della nostra regione".

Mentre i Pasdaran annunciano l'uso del missile Khorramshahr-4 con testata da due tonnellate, il Washington Post rivela che la Russia sta fornendo all'Iran informazioni di intelligence per colpire navi e aerei americani. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto su X che "alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione", ma ha precisato che "la mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto".

Sul versante economico, il ministro dell'energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che "se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell'energia salirebbero alle stelle", prevedendo che il petrolio potrebbe schizzare a "150 dollari al barile" e che la guerra costringerà il Golfo a "interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane".

Questo allarme ha già spinto il WTI a salire del 4% a 84,22 dollari. In questo clima, la premier italiana Giorgia Meloni ha espresso solidarietà a Erdogan per l'attacco subito dalla Turchia, definendolo un "ingiustificabile attacco missilistico", e ha assicurato che "la priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia".

Anche il ministro Tajani ha ribadito la linea del governo: "Le basi militari sul territorio italiano? Nessuno ci ha chiesto nulla. Per qualsiasi altro uso passeremo dal Parlamento". Intanto, il traffico navale nello stretto di Hormuz è quasi azzerato e l'Iran resta nel blackout digitale totale da sei giorni, con la connettività ferma all'1%.


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