Mosca: "Navalny ucciso con veleno di rana? Bufala della propaganda occidentale"

Von der Leyen: "Mosca Stato terrorista". Yulia Navalnaya chiede punizioni per Putin: "Ucciso con arma chimica".

(Prima Pagina News)
Sabato 14 Febbraio 2026
Roma - 14 feb 2026 (Prima Pagina News)

Von der Leyen: "Mosca Stato terrorista". Yulia Navalnaya chiede punizioni per Putin: "Ucciso con arma chimica".

La rivelazione sull'uso dell'epibatidina per eliminare Alexei Navalny scatena una tempesta diplomatica senza precedenti. Mentre i governi europei e la vedova del dissidente puntano il dito contro il Cremlino parlando di "omicidio con armi chimiche", la Russia reagisce con sdegno, liquidando le accuse come un'operazione di disinformazione.

La replica di Mosca è stata affidata alla portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che alla Tass ha definito "bufala della propaganda occidentale" la tesi del veleno derivato dalle rane freccia: "Quando i risultati dei test saranno disponibili e le formule delle sostanze saranno divulgate, commenteremo di conseguenza. Fino ad allora, queste sono solo affermazioni volte a distogliere l’attenzione dalle urgenti questioni occidentali".

Di segno opposto la reazione di Yulia Navalnaya. La vedova dell'oppositore ha confermato su X i dettagli della tossina ecuadoriana: "È una delle neurotossine più letali sulla Terra: provoca paralisi, arresto respiratorio e una morte dolorosa. Ora ci sono le prove: Putin lo ha ucciso con un'arma chimica. Deve essere punito".

Le reazioni politiche ai risultati dell'indagine sono durissime: la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito l'avvelenamento "un atto codardo di un leader spaventato", aggiungendo che la Russia "si comporta da tempo come uno Stato terrorista" che mette a tacere oppositori e giornalisti.

Il Premier britannico, Keir Starmer, ha lodato il coraggio di Navalny contro la tirannia, assicurando il massimo impegno per difendere l'Occidente dalle "intenzioni omicide di Putin".

La denuncia dell'avvelenamento di Navalny, che riapre con violenza il caso sulla morte del dissidente avvenuta due anni fa, è arrivata con una dichiarazione congiunta dei governi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi, rilasciata a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.

Secondo i cinque Paesi europei, che hanno condotto indagini coordinate, l'oppositore sarebbe stato colpito dall'epibatidina, una potente tossina letale presente nei piccoli anfibi del Sud America.

"Sappiamo che lo Stato russo ha usato questa tossina letale per colpire Navalny, temendo la sua opposizione", ha dichiarato il Ministero degli Esteri britannico. "Si è trattato di un atto barbaro che poteva essere compiuto solo dal governo di Vladimir Putin".

Il ruolo chiave nella scoperta del "piano del veleno" sarebbe stato giocato dagli scienziati britannici di Porton Down, i cui test di laboratorio avrebbero confermato la presenza della sostanza, classificata come vera e propria arma chimica.

La coalizione dei cinque Paesi ha annunciato l'intenzione di segnalare ufficialmente Mosca all'Opac (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche) presso le Nazioni Unite. Anche Yulia Navalnaya, presente a Monaco, ha confermato che le prove di laboratorio dimostrano l'avvelenamento avvenuto all'interno della colonia penale siberiana dove il marito era detenuto. Resta ancora un mistero la modalità di somministrazione della tossina.

All'epoca dei fatti, il Cremlino aveva liquidato il decesso come "morte naturale" dovuta a una combinazione di patologie pregresse e aritmie cardiache, versione oggi smentita categoricamente dai rilievi europei.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Pagina News

#ArmiChimiche
#Navalny
#Russia
#Zakharova
PPN
Prima Pagina News