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Il Cancelliere tedesco: "Vance aveva ragione, il divario tra Usa e Ue è già realtà".
Il Cancelliere tedesco: "Vance aveva ragione, il divario tra Usa e Ue è già realtà".
La 62ª Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC) si apre sotto il segno di una "scomoda verità". In una città blindata da 5.000 agenti e unità d'élite, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha inaugurato i lavori con un discorso che segna una cesura storica: l'ordine internazionale del dopoguerra, per quanto imperfetto, è ufficialmente tramontato.
"We need to talk", ha esordito Merz, sottolineando l'urgenza di un confronto franco tra le sponde dell'Atlantico. Merz ha riconosciuto apertamente le ragioni che il vicepresidente USA J.D. Vance aveva espresso l'anno precedente proprio su quel palco: il divario tra Europa e Stati Uniti è ormai incolmabile secondo le vecchie logiche.
"La lotta culturale del movimento MAGA non è la nostra", ha scandito il Cancelliere, ribadendo la fedeltà europea al libero scambio, agli accordi sul clima e all'OMS. Merz ha sferzato l'UE ricordando che, nonostante un PIL dieci volte superiore a quello russo (20.000 miliardi contro 2.000), l'Europa non è ancora dieci volte più forte militarmente. "Non abbiamo sfruttato il nostro potenziale per troppo tempo".
Il Cancelliere ha rassicurato i vicini: "Leadership basata sul partenariato sì, fantasticherie egemoniche no. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli".
In mattinata, Merz ha confermato di aver già avviato colloqui con Emmanuel Macron sulla deterrenza nucleare europea. L'obiettivo è integrare pienamente le capacità europee nella condivisione nucleare della NATO, garantendo che non vi siano "differenze nei livelli di sicurezza" tra i partner del continente.
Anche la Presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha incalzato: "Il 2026 è l’anno in cui ci confrontiamo con la realtà. Siamo pronti ad assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza".
Mentre il Segretario Generale della NATO Mark Rutte invitava a non cadere nella propaganda russa ("Si muovono con la velocità di una lumaca da giardino, nonostante le perdite sbalorditive"), il Presidente Volodymyr Zelensky, appena atterrato, ha annunciato una serie di passi operativi, a partire dalla prima iniziativa industriale ucraino-tedesca per la produzione di droni. Zelensky ha ribadito che l'obiettivo è creare garanzie di sicurezza affidabili affinché "nessuno in Europa abbia paura di rimanere senza protezione".
Il ministro ucraino degli Esteri Andrii Sybiha ha incontrato l'omologo cinese Wang Yi, ottenendo un nuovo pacchetto di assistenza umanitaria energetica e invitando il capo della diplomazia di Pechino a Kiev.
Il Segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha dominato i corridoi confermando che le trattative per l'acquisizione della Groenlandia sono in corso da oltre un mese. "Siamo fiduciosi", ha dichiarato Rubio prima di incontrare la premier danese Fredriksen. Gli USA continuano a esercitare forti pressioni sugli alleati affinché aumentino la spesa per la difesa, definendo il 2026 come l'inizio di una "nuova era geopolitica".
Fuori dai palazzi, la piazza di Monaco ha manifestato contro il regime iraniano al grido di "No Scià, no mullah". I manifestanti hanno aspramente criticato la partecipazione alla conferenza di Reza Pahlavi, figlio dell'ex Scià, definendola una "macchia vergognosa" e ribadendo che il cambiamento in Iran deve venire dall'interno, non da interventi stranieri.