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Risultati 2025 oltre le attese e premi generosi per i soci. L'AD frena su M&A: "Prima il valore, poi le fusioni. Su Commerzbank deciderà il tempo".
Risultati 2025 oltre le attese e premi generosi per i soci. L'AD frena su M&A: "Prima il valore, poi le fusioni. Su Commerzbank deciderà il tempo".
UniCredit archivia un 2025 storico, segnando il 20° trimestre consecutivo di crescita redditizia. Il colosso di Piazza Gae Aulenti ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 10,6 miliardi di euro (+13,6% su base annua), superando le guidance operative nonostante l'assorbimento preventivo di 1,4 miliardi di oneri straordinari destinati a blindare la crescita futura.
Il completamento del piano "UniCredit Unlocked" lascia spazio alla nuova ambiziosa fase "UniCredit Unlimited": il target per l’utile è fissato a 11 miliardi per il 2026, con l'ambizione di toccare i 13 miliardi nel 2028. Per i soci, è prevista una distribuzione cumulata di 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni (e circa 50 miliardi in cinque anni). Per il 2025, la distribuzione è di 9,5 miliardi, di cui la metà in dividendi cash.
Il 2025 si chiude con un CET1 ratio solido al 14,7% e un'efficienza operativa (cost-income) ai vertici del settore (38%).
L'Amministratore Delegato Andrea Orcel ha ribadito la strategia della "disciplina ferrea". Sebbene riconosca che l'Europa necessiti di aggregazioni transfrontaliere, ha chiarito che UniCredit non ha fame di acquisizioni a ogni costo: per quanto riguarda l’aumento della partecipazione in Commerzbank, “se le condizioni saranno favorevoli, accadrà nel modo corretto. Altrimenti, abbiamo molto altro da fare”. Su Generali, Orcel ha smentito le voci di fusione, definite "fantasie". Il Leone di Trieste resta un partner industriale strategico. Per quanto riguarda Alpha Bank, infine, è esclusa l’integrazione totale, perché il modello attuale di cooperazione con la banca greca è già considerato ottimale.