Banco Bpm, via libera allo Statuto "Legge Capitali" più spazio alle minoranze nel Cda

L'Assemblea approva con il 95,4% dei voti: fino a sei seggi per i soci minori. Tononi: "Passaggio necessario". Castagna: "Gettate le basi per il rinnovo di aprile".

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Lunedì 23 Febbraio 2026
Milano - 23 feb 2026 (Prima Pagina News)

L'Assemblea approva con il 95,4% dei voti: fino a sei seggi per i soci minori. Tononi: "Passaggio necessario". Castagna: "Gettate le basi per il rinnovo di aprile".

Svolta nella governance di Banco BPM. L’Assemblea straordinaria dei soci ha approvato oggi, con una maggioranza schiacciante pari al 95,38% dei voti, le modifiche statutarie necessarie per armonizzare l'assetto della banca alla nuova "Legge Capitali".

L'assise, svoltasi con la partecipazione di oltre 2.000 azionisti rappresentanti più del 65% del capitale sociale, ha dato il via libera definitivo alle nuove regole sulla composizione del Consiglio di Amministrazione.

La novità principale riguarda l'assegnazione dei posti alle minoranze azionarie: d'ora in avanti, in caso di presentazione di una lista del CdA, ai soci di minoranza spetteranno da un minimo di tre a un massimo di sei seggi, raddoppiando potenzialmente l'attuale rappresentanza (ferma a tre) e introducendo criteri di riparto proporzionali basati sui voti ottenuti.

Il presidente di Banco BPM, Massimo Tononi, ha espresso gratitudine verso i soci per la fiducia dimostrata, sottolineando come l’adeguamento al nuovo quadro normativo nazionale fosse un "passaggio necessario" per garantire una struttura moderna e trasparente.

Anche l’amministratore delegato, Giuseppe Castagna, ha manifestato piena soddisfazione, spiegando che la definizione di questi nuovi criteri è un "presupposto essenziale" per la stabilità dell'istituto.

La delibera odierna spiana infatti la strada alla cruciale assemblea di aprile, dove gli azionisti saranno chiamati a scegliere la guida della banca per il prossimo triennio.

Tra le pieghe del nuovo statuto figura anche l'ampliamento della lista del board (da 15 a 20 candidati) e l'obbligo di scegliere il Presidente del Comitato Controllo tra gli amministratori indipendenti non appartenenti alla lista di maggioranza, garantendo così un bilanciamento dei poteri ancora più marcato.


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