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Il calciatore denuncia minacce di morte a lui e alla sua famiglia.
Il calciatore denuncia minacce di morte a lui e alla sua famiglia.
L’Inter rompe il silenzio dopo le feroci polemiche post-derby d’Italia con una conferenza stampa di vigilia di Champions (per la sfida contro il Bodo Glimt) che si trasforma in un atto di difesa e, al contempo, di trasparenza.
Se da un lato il tecnico Cristian Chivu blinda la squadra bollando le critiche come frutto di "frustrazione non gestita", dall'altro il difensore Alessandro Bastoni si prende la scena con un'ammissione di responsabilità destinata a far discutere.
Il centrale azzurro ha voluto presenziare personalmente per fare chiarezza sull'episodio da rigore contestato: "Ho voluto essere qui perché si è parlato molto più di quanto immaginassi. Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo, per capire le differenze rispetto al live. Ho sentito un contatto al braccio, che rivedendo ho assolutamente accentuato", ha esordito con estrema sincerità.
Il difensore non si è nascosto: "Sono qui per prendermi le responsabilità, anche per l’atteggiamento successivo. L’essere umano deve avere il diritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo. Mi dispiace per l’arbitro La Penna".
Bastoni ha poi denunciato il lato oscuro della vicenda: "Dal punto di vista personale non mi ha segnato, sono abituato alla gogna mediatica, ma mi dispiace per mia moglie e mia figlia: si sono ritrovate auguri di malattia o minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra".
Prima di lui, il tecnico Cristian Chivu aveva provato a spostare l’attenzione sul campo, non risparmiando stoccate agli avversari e alla critica: "Hanno parlato in troppi. Quello che ho visto mi sembra sia la realtà, poi se vogliamo girarla in modo diverso… Non ho tempo di guardare indietro. Non rispondo agli altri, dico la mia".
Sulle bordate arrivate da più fronti, Spalletti incluso, l'allenatore nerazzurro è stato netto: "Non mi interessa ciò che si dice dove c’è un po’ di frustrazione che non è in grado di essere gestita. Le critiche fanno parte del gioco, chi è in testa viene odiato e criticato. Il calcio è così da 100 anni. Bisogna smettere di lamentarsi, di fare i moralisti. Ogni domenica c’è un caso del genere, dai tempi di Maradona dal gol di mano. Anche noi abbiamo subito un torto a Napoli e non abbiamo detto niente".
In chiusura, Chivu ha richiamato la squadra alla concentrazione europea: "Abbiamo l'obiettivo di portare avanti quello che di buono abbiamo fatto, senza scordarci come siamo stati dipinti a inizio anno". Sulla stessa lunghezza d'onda Bastoni: "Mentalmente sto bene, ora ho tanta voglia di scendere in campo. Non sono compromesso né dal punto di vista mentale né fisico".