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Nel tragico agguato del 6 agosto 1985, la mafia assassinava il Vice Questore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia. Due servitori dello Stato, simboli di coraggio e dedizione, che oggi Palermo e l’Italia intera ricordano con commozione e gratitudine.
Nel tragico agguato del 6 agosto 1985, la mafia assassinava il Vice Questore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia. Due servitori dello Stato, simboli di coraggio e dedizione, che oggi Palermo e l’Italia intera ricordano con commozione e gratitudine.
Sono trascorsi 40 anni da quel drammatico 6 agosto 1985, quando un agguato mafioso spezzò le vite del Vice Questore Antonino “Ninni” Cassarà e del giovane Agente di Polizia Roberto Antiochia, assassinati in pieno giorno a Palermo con un'esecuzione feroce che segnò profondamente la coscienza del Paese.
Quel giorno, Cassarà stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro, accompagnato dall’agente Antiochia, tornato da Roma per proteggerlo volontariamente. Un commando armato di kalashnikov aprì il fuoco con ferocia. L’agguato fu immediato, brutale. I due agenti non ebbero scampo.
Ninni Cassarà, 38 anni, era uno degli investigatori di punta nella lotta contro Cosa Nostra, stretto collaboratore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le sue indagini avevano portato alla luce importanti legami tra clan mafiosi, e stavano dando impulso a una nuova strategia investigativa.
Roberto Antiochia, appena 23 anni, aveva scelto consapevolmente di tornare in servizio a Palermo per scortare Cassarà, nonostante i pericoli evidenti. Un gesto di straordinario coraggio e senso del dovere, che lo ha consegnato alla storia come un giovane eroe.
Oggi, Palermo e l’Italia intera ricordano il loro sacrificio. Ogni anno, il 6 agosto, si rinnova la memoria di due uomini che hanno donato la vita per la giustizia e la verità, in un tempo in cui la mafia mostrava la sua faccia più violenta e spietata.
Le commemorazioni si svolgono presso il luogo dell’agguato, in via Croce Rossa, con la partecipazione delle autorità, delle forze dell’ordine, delle istituzioni e della cittadinanza. È un momento di profonda riflessione, che unisce il ricordo al rinnovato impegno nella lotta alla mafia, ancora oggi priorità assoluta dello Stato.
Il 6 agosto 1985 non è solo una data da ricordare, ma un simbolo del prezzo pagato da chi ha scelto di servire lo Stato con onestà e determinazione. Cassarà e Antiochia rappresentano, con le loro storie diverse ma unite dallo stesso destino, il volto più nobile delle istituzioni.
Il loro sacrificio è un monito e un'eredità. Oggi, più che mai, è fondamentale preservare la memoria di questi eroi civili, trasmettendone l'esempio alle nuove generazioni e continuando a difendere i valori di legalità, verità e giustizia.