Fotografia: al via la quinta edizione di Gibellina Photoroad

Il festival open air e site specific torna dal 20 giugno con Paolo Ventura, Alex Majoli, Feng Li, Mandy Baker, Helene Bellenger e molti altri.

(Prima Pagina News)
Mercoledì 02 Aprile 2025
Trapani - 02 apr 2025 (Prima Pagina News)

Il festival open air e site specific torna dal 20 giugno con Paolo Ventura, Alex Majoli, Feng Li, Mandy Baker, Helene Bellenger e molti altri.

Dal 20 giugno al 20 agosto, Gibellina Photoroad, l’unico festival italiano di fotografia e arti visive open air e site-specific e uno dei pochi al mondo, torna a celebrare la sperimentazione artistica. Con mostre outdoor, installazioni fotografiche di grande formato, allestimenti visionari progettati specificatamente per entrare in connessione con il paesaggio della città-museo di Gibellina (TP), prossima Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026, il festival biennale Gibellina Photoroad (GPR) firma quest’anno la sua quinta edizione, sempre con la direzione artistica di Arianna Catania, organizzata dall’Associazione culturale On Image e promossa dal Comune di Gibellina e dalla Fondazione Orestiadi.

“Senza tempo” è il tema scelto quest’anno, sul quale si confronteranno autori affermati della fotografia internazionale come Alex Majoli, Mandy Barker, Paolo Ventura, Feng Li solo per citarne alcuni, e talenti emergenti provenienti da tutto il mondo, che presenteranno lavori inediti, molti dei quali realizzati attraverso progetti di residenza artistiche a Gibellina. 

Le giornate di inaugurazione, dal 20 al 22 giugno trasformeranno la città del Belìce in un avamposto della creatività contemporanea internazionale, con tre giorni di eventi, tutti gratuiti, tra talk, visite guidate, performance, video e prospettive stranianti.

La città di Gibellina

Ricostruita all’indomani del terremoto del Belice del 1968 col contributo di alcuni tra i più importanti architetti e artisti della seconda metà del Novecento, Gibellina Nuova,  è il più grande museo a cielo aperto d’arte contemporanea d’Europa. Gibellina Photoroad nasce con l’idea di creare un’interazione tra questi luoghi unici e le avanguardie della fotografia e dell’arte visiva, cercando il coinvolgimento dei cittadini e dei visitatori sulla base dei principi dell’arte pubblica: le opere escono dai musei e occupano così lo spazio urbano, creando interazioni inaspettate. 

La nuova edizione del festival punta a riscoprire questa vocazione della città: non solo museo en plein air, ma luogo di produzione e promozione dell’arte contemporanea. Una vocazione riconosciuta anche dal Ministero della Cultura che ha nominato Gibellina Capitale Italiana dell’Arte contemporanea del 2026, nel cui contesto si inserisce Gibellina Photoroad che consoliderà l’idea di Gibellina come meta internazionale dell’arte contemporanea, promuovendo una visione della fotografia come arte pubblica, accessibile e gratuita. 

Come di consueto il festival si snoderà in un percorso visivo multidisciplinare tra gli edifici e le monumentali piazze della città siciliana: Piazza Beuys di Pierluigi Nicolin, il Teatro di Pietro Consagra, Palazzo di Lorenzo di Francesco Venezia, il Municipio di Giuseppe, Alberto Samonà e Vittorio Gregotti, la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes, l’Orto Botanico di Roberto Collovà, Marcella Aprile e Teresa La Rocca. E infine il MAC– Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e il Baglio di Stefano, sede della Fondazione Orestiadi e del Museo delle Trame Mediterranee: due tra i più importanti musei d’arte contemporanea del Sud Italia, le cui collezioni ospitano opere di autori con Beuys, Schifano, Boetti, Accardi e molti altri. 

Gli artisti di Gibellina Photoroad 2025

Tantissimi gli artisti italiani e stranieri che ancora una volta si confronteranno con uno spazio urbano dalla storia unica. A cominciare da Alex Majoli (Ravenna, 1971), membro dell'agenzia internazionale Magnum Photo, tra i più noti fotografi contemporanei, che presenterà un progetto commissionato dal festival, dal titolo Ozio: un'indagine sulla complessità dei paesaggi del nord-ovest della Sicilia, terra intrisa di storia e misteri. L’esposizione sarà ospitata negli spazi della Fondazione Orestiadi, al Baglio Di Stefano, dove si trova la monumentale opera di Mimmo Paladino La montagna di sale.

Tra gli autori italiani presenti in programma è attesissimo a Gibellina Photoroad 2025 Paolo Ventura (Milano, 1968), artista tra i più affermati a livello internazionale, noto per il suo stile che mette unisce fotografia e pittura creando scenari fiabeschi e onirici. Come in Una città quasi infinita, che sarà proposto con stampe di grande formato in Piazza del Municipio, in dialogo con La città di Tebe di Pietro Consagra.

Come da consuetudine, Gibellina Photoroad è anche occasione di incontro con artisti provenienti da ogni parte del mondo come Feng Li (Chengdu, 1971), fotografo cinese spesso ospite di prestigiosi festival internazionali-Les Rencontres de la Photographie d'Arles, Breda Photo Festival, China Anren Biennal- che presenterà In Good Day; un’installazione che dimostra la capacità dell’artista di catturare momenti fugaci, illuminando la scena come un palcoscenico, scoprendo lo straordinario nell’ordinario. Il lavoro fotografico di Feng Li si trasformerà per Gibellina Photoroad in un’installazione open air nello scenario architettonico di Piazza Beyus.

E Mandy Barker (Regno Unito, 1964), fotografa le cui opere sono state esposte in musei come il MoMA e il Victoria & Albert Museum di Londra e pubblicate da riviste come National Geographic, Time, The Guardian, che presenterà Altered Ocean- esposto nel “metafisico” Sistema delle Piazze- lavoro fotografico sul tema dei rifiuti plastici degli oceani, sui cui Barker da più di 15 anni concentra la sua ricerca, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inquinamento dei mari del mondo.

Il taglio di denuncia sociale caratterizza anche il lavoro dell’artista franco libanese Rima Samman che in Le bonheur tue racconta l’esodo della sua famiglia, divisa dalle guerre che hanno colpito il Libano negli ultimi decenni, attraverso un album di fotografie private in bianco e nero su cui l’artista dipinge a mano con un’azione artistica che è anche un antidoto contro il dolore.

Proveniente dalla Francia, Hélène Bellenger (Marsiglia, 1989), artista vincitrice dell’Open Call 2023 del Gibellina Photoroad - ritornerà a Gibellina per il festival dopo il periodo di residenza artistica sostenuta da Fondazione Orestiadi e Fondazione Nuovi Mecenati. In La Devorazione, realizzato con la collaborazione di Damien Caccia, Bellenger rilegge in chiave contemporanea la tradizione siciliana della cena di San Giuseppe. Il lavoro inedito sarà presentato in occasione dell’opening del festival con un progetto in bilico tra performance e installazione, realizzato durante la residenza lavorando fianco a fianco con le donne di Gibellina: un grande banchetto in cui, seguendo l’antica pratica dell’iconofagia, centinaia di immagini saranno stampate su supporti commestibili (pane scolpito, dolci) e offerte con una festa aperta alla comunità cittadina e alla comunità di visitatori, artisti, curatori, giornalisti che sin dal 2016 si raduna attorno al festival.

Alle tradizioni locali è dedicato anche Ánemos, nostalgia di un tempo mai vissuto di Miriam Iervolino a cura di Giuseppe Maiorana: un viaggio in cui l’artista indaga la memoria di Gibellina, e il dramma del terremoto, attraverso un racconto che supera la documentazione fotografica per interrogarsi sul senso di appartenenza, alternando ricerca storica e immersione diretta, racconti e testimonianze.

Tra gli interventi nello spazio urbano, che caratterizzano da sempre l’identità del festival, c’è Gibellina Shinkansen Station di Arnaud Hendrickx architetto e professore associato presso la Facoltà di Architettura della KU Leuven: una visione straniante che introduce il movimento e la velocità di una stazione giapponese nello spazio senza tempo e senza rumore di Gibellina.

Sullo spazio e i luoghi indaga anche Diachronicles di Giulia Parlato (Palermo, 1993) e Donato Di Trapani a cura di Melissa Pallini. La giovane artista palermitana, vincitrice di Giovane Fotografia Italiana, Premio Luigi Ghirri presenterà il suo lavoro che in occasione di Gibellina Photoroad 2025 si “espande” intrecciando alla narrazione visiva il tappeto sonoro del musicista e producer Donato Di Trapani.

Due differenti percorsi di ricerca s’incontrano anche in Erbario impossibile degli artisti palermitani Rossella Palazzolo e Sergio Zavattieri, a cura di Vito Chiaramonte e Arianna Catania, che incrociano esiti concettualmente ed esteticamente complementari, combinando biologia, fotografia e arte decorativa.

Il programma delle mostre di Gibellina Photoroad 2025 si completa con la mostra che riunisce i lavori di 14 artisti vincitori della Call for Projects 2023 sul tema Alterazioni, a cura di Melissa Pallini. Le opere degli artisti Claudia Amatruda (IT), Claudia Fuggetti - Hot Zone (IT), Cristobal Ascencio Ramos (MX), Emma Bedos (NC), Federico Estol, (UY), Gabriele Stabile (IT), Giaime Meloni (IT), Hiro Tanaka (JP), Luigi Cecconi (IT), Marcello Coslovi (IT), Martha Friedel (DE), Nicola Di Giorgio (IT), Noemi Comi (IT) Tommaso Rada (BR/IT) entreranno a far parte della Collezione Permanente “Fotografia” della Fondazione Orestiadi- curata da Arianna Catania- aggiungendo un nuovo tassello alla storia del festival.

Durante le giornate di inaugurazione la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni come di consueto si “accenderà” la sera del 20 giugno, illuminandosi con varie proiezioni tra cui quella dell’artista canadese Éliane Excoffier (CA) in collaborazione con il festival del Quebec, Rencontres de la photographie en Gaspésie. Il progetto Nightlife at Pinnacle Mountain si interroga sul rapporto dell’uomo con gli altri esseri viventi, con il nostro ambiente e con la fragilità della convivenza tra le specie. 

Anche nel 2025 Gibellina Photoroad ha lanciato una Call for an open air installation rivolta ad artisti emergenti, a cui è stato chiesto di immaginare una installazione inedita da ospitare nella galleria sottostante il Teatro di Pietro Consagra e sarà inaugurata nei giorni di opening del festival, il 20 giugno.

La traccia del lavoro sul territorio e per il territorio continua infine nel progetto Singolare Plurale: un ritratto per la città. Una mostra “diffusa” negli spazi commerciali della città, esito dei lavori prodotti durante un ciclo di laboratori fotografici che hanno coinvolto la comunità. Tra questi il workshop coordinato dalla fotografa Simona Ghizzoni (Reggio Emilia, 1977) rivolto alla comunità dei disabili psichici e motori presso la Comunità Terapeutica CTA Salus; e quello dedicato ai bambini in età scolare, coordinato da Arianna Catania e Melissa Pallini con la collaborazione di Polaroid e Nital S.p.a. I lavori prodotti durante i workshop resteranno esposti in città per tutto il 2026, anno di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea.

La storia della Gibellina Photoroad

Sin dalla sua prima edizione nel 2016, il festival ha portato in Sicilia artisti e fotografi noti a livello internazionale tra i quali Olivo Barbieri, Mario Cresci, Bruce Gilden, Mustafa Sabbagh, Alterazioni Video, Tobias Zielony, Taiyo Onorato & Nico Krebs, Valérie Jouve, solo per citarne alcuni, le cui testimonianze rimangono oggi nelle installazioni visionarie che dialogano con la città, come ad esempio la grande opera permanente Gibellina Selfie di Joan Fontcuberta, e Andata e Ritorno di Moira Ricci nello storico Palazzo di Lorenzo, e nelle opere facenti parte della Collezione permanente di fotografia della Fondazione Orestiadi inaugurata nel 2021.

Nelle passate edizioni, il festival ha presentato il lavoro di 120 artisti in 90 esposizioni site-specific con la collaborazione di numerosi partner nazionali e internazionali di rilievo quali: Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, MAXXI Roma, Triennale Milano, Pro Helvetia, Rai Cultura, Ambasciate e Istituti di Cultura, e molti altri.


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