Francia: scorta per la giudice che ha condannato Marine Le Pen

Il Ministro della Giustizia, Gérald Darmanin: "Minacce inaccettabili".

(Prima Pagina News)
Martedì 01 Aprile 2025
Roma - 01 apr 2025 (Prima Pagina News)

Il Ministro della Giustizia, Gérald Darmanin: "Minacce inaccettabili".

E' stata messa sotto scorta Bénédicte de Perthuis, la giudice che ha condannato la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, a quattro anni di reclusione, di cui due con il braccialetto elettronico e senza condizionale, a una multa di 100mila euro e all'ineleggibilità per cinque anni per i reati di frode e appropriazione indebita di fondi pubblici.

A seguito della sentenza, la giudice è stata oggetto di ''numerosissimi messaggi minatori'', per questo sono state prese misure per rafforzare la sua sorveglianza sotto la sua casa di Parigi, davanti alla quale, al momento, staziona una truppa.

Su X, il Ministro della Giustizia francese, Gérald Darmanin, ha definito come ''inaccettabili in democrazia'' le minacce ''proferite'' contro i giudici del Tribunale di Parigi che hanno gestito il caso degli assistenti del Rassemblement National.

Il Presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, è favorito alle elezioni all'Eliseo, in programma nel 2027: è quanto emerge da un ultimo sondaggio, condotto da Toluna Harris Interactive per radio Rtl, secondo cui il delfino di Marine Le Pen otterrebbe tra il 35 e il 36% delle preferenze al primo turno, nel caso in cui debba correre per l'Eliseo al posto della sua mentore.

Il risultato che il Rn otterrà varia in base al candidato designato dalla destra dei Républicains. Secondo l'istituto di sondaggi, possono profilarsi due scenari: uno con Laurent Wauquiez, l'altro con Bruno Retailleau, i due repubblicani che hanno l'obiettivo di agguantare la Presidenza. Qualora dovesse candidarsi Wauquiez, Bardella raggiungerebbe il 36% dei voti seguito dall'ex premier Edouard Philippe (centrodestra) al 25% e Jean-Luc Mélenchon (sinistra radicale) al 13%. Nel caso in cui l'attuale ministro dell'Interno dovesse scendere in campo, invece, Bardella avrebbe il 35% e Philippe il 23%, mentre Mélenchon resterebbe al 13%.

"Faranno di tutto per impedirci di arrivare al potere", ha detto Bardella, all'indomani della condanna di Marine Le Pen, che non potrà essere eletta all'Eliseo. Bardella ha fatto un parallelo tra "il clima" politico in Francia e quanto accaduto in Romania, dove la candidata di estrema destra è stata bloccata dall'annullamento delle elezioni presidenziali e, dunque, privata di una possibile vittoria.

Ai microfoni di Cnews/Europe1, Bardella, che ha annunciato "l'organizzazione di volantini e mobilitazioni pacifiche nel fine settimana", ha denunciato "la tirannia dei giudici" e condannato "le minacce, gli insulti e gli abusi" verso il Rn.

"Abbiamo cominciato in due, finiremo in due'', ha detto ancora Bardella, riferendosi alla condanna nei confronti della Le Pen. ''Abbiamo cominciato in due, finiremo in due. Avrò presto trent'anni, non posso certo inventarmi 40 anni di vita politica. Ho l'età che ho, è al tempo stesso una qualità che non perdura a lungo e un difetto che se ne va presto. Non ho lezioni da ricevere da gente che si è spartita il potere per trent'anni. Ho l'età che ho e questo non può cambiare... a parte l'anno prossimo", ha detto, replicando ad una domanda in merito ad una sua possibile candidatura per la corsa all'Eliseo, nonostante la giovane età.

Spero che il processo d'appello per Marin Le Pen venga organizzato "entro i tempi più ragionevoli possibili". Così il Ministro francese della Giustizia, Gérald Darmanin. "Personalmente spero che se Le Pen farà ricorso, questa nuova sentenza presso la Corte d'appello di Parigi possa essere organizzata entro il lasso di tempo più ragionevole possibile", ha detto il Ministro, per poi aggiungere che "spetterà alla Corte d'appello di Parigi, che è completamente indipendente nella sua organizzazione, stabilire la data per questo ricorso".

Il governo "non ha il diritto" di "criticare" le decisioni di un tribunale, ha detto il premier François Bayrou, in merito alla condanna della Le Pen all'ineleggibilità, decisa ieri. Il premier ha dato un appoggio "incondizionato e potente" ai giudici che ieri hanno preso questa decisione. Ieri, il primo presidente della Corte d'appello di Parigi ha denunciato "minacce" contro i magistrati che hanno deciso su questo caso.

''Il sistema ha tirato fuori la bomba nucleare''. Così la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha commentato con i suoi deputati la sentenza di condanna emessa ieri nei suoi confronti dal Tribunale di Parigi, che l'ha resa ineleggibile per 5 anni.

''Ci hanno rubato le elezioni politiche, non lasceremo che i francesi si facciano rubare le presidenziali e vinceremo", ha proseguito. Molti esponenti del suo partito hanno attaccato la sentenza.

Il Rn ''non si lascerà calpestare, per difendere i francesi che hanno il diritto di votare per chi vogliono, per difendere il Paese che sta vacillando. Useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per consentire ai francesi di scegliere i loro futuri leader e vinceremo, perché la verità e la giustizia devono vincere'', ha poi detto Le Pen, durante una conferenza stampa alla sede del partito di estrema destra francese.


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