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Nel 33° anniversario della strage di Via D’Amelio, l’Italia ricorda il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta assassinati dalla mafia. Ma a distanza di oltre tre decenni, resta aperta una ferita profonda: la verità piena e la giustizia definitiva non sono ancora state raggiunte.
Nel 33° anniversario della strage di Via D’Amelio, l’Italia ricorda il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta assassinati dalla mafia. Ma a distanza di oltre tre decenni, resta aperta una ferita profonda: la verità piena e la giustizia definitiva non sono ancora state raggiunte.
Sono trascorsi 33 anni dalla strage di Via D’Amelio, uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana, eppure la sete di verità e giustizia per l’omicidio del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta non è stata ancora pienamente soddisfatta.
Quel tragico 19 luglio 1992, la mafia colpì con violenza inaudita: a perdere la vita furono il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi (prima donna agente di polizia a cadere in servizio) e Claudio Traina. Un attentato che, ancora oggi, rappresenta una ferita aperta nella coscienza collettiva del Paese.
A distanza di oltre tre decenni, tra processi controversi, depistaggi e verità parziali, l’Italia continua a chiedere giustizia. Troppe ombre, troppi silenzi, troppe domande ancora senza risposta intorno a quella strage.
Il ricordo di Paolo Borsellino, magistrato coraggioso e simbolo della lotta alla mafia, resta vivo e necessario. Così come resta imprescindibile l’impegno civile e istituzionale per ottenere la piena verità su mandanti, depistaggi e complicità occulte che hanno permesso uno dei più gravi attacchi allo Stato democratico italiano.
Il dovere della memoria si affianca a quello della verità e della giustizia. Ricordare Borsellino, Catalano, Cosina, Li Muli, Loi e Traina significa non solo onorarne il coraggio e il sacrificio, ma pretendere dalle istituzioni il compimento di un percorso di verità ancora incompiuto.
In questo 19 luglio 2025, cittadini, associazioni, magistrati, forze dell’ordine e rappresentanti dello Stato si uniscono in un coro che chiede, con forza: “Verità completa per Via D’Amelio”.