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"Questa crescita è frutto delle proposte e richieste delle sole Associazioni della Coalizione Cambiamo Agricoltura presentate durante il negoziato che ha portato alla redazione dell’attuale Piano Strategico Nazionale della Pac".
"Questa crescita è frutto delle proposte e richieste delle sole Associazioni della Coalizione Cambiamo Agricoltura presentate durante il negoziato che ha portato alla redazione dell’attuale Piano Strategico Nazionale della Pac".
Il suolo agricolo utilizzato per l’agricoltura biologica continua a crescere nel nostro Paese: ha raggiunto 2,5 milioni di ettari pari al 20,4% del totale della superficie agricola utilizzata (SAU). Un risultato straordinario che è quasi il doppio della media degli altri Paesi dell’Unione europea ferma all’11,4%.
Non siamo, quindi, distanti dall’obiettivo del 25% di SAU indicato dalle Strategie europee “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” del Green Deal che sono state tanto contestate dalle associazioni agricole. Il dato nazionale della crescita del biologico viene evidenziato nel nuovo rapporto semestrale di Agrofarma – Federchimica. Eppure, se c’è qualcuno che non può sicuramente intestarsi questo indiscutibile successo dell’agricoltura biologica “Made in Italy” è proprio l’Associazione degli industriali dell’agrochimica e neppure l’attuale Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha subito commentato il risultato raggiunto.
“La spinta alla crescita del biologico è stata determinata dall’unica vera novità della programmazione nazionale della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027”, evidenzia Franco Ferroni, responsabile agricoltura del WWF Italia. “Questa crescita del biologico in Italia è frutto delle proposte e richieste delle sole Associazioni della Coalizione Cambiamo Agricoltura presentate durante il negoziato che ha portato alla redazione dell’attuale Piano Strategico Nazionale della PAC. Le risorse destinate alla conversione e al mantenimento del biologico sono quasi raddoppiate e certamente non per merito di Agrofarma-Federchimica, del Ministro Lollobrigida o delle Associazioni agricole, Coldiretti, Confagricoltura e CIA, che non spesero una sola parola a sostegno di un maggiore investimento pubblico per l’agricoltura biologica”.
Per il WWF la crescita del biologico in Italia è la dimostrazione che gli obiettivi della transizione ecologica sono senz’altro ambiziosi, ma realistici, se sostenuti con convinzione. I decisori politici attuali raccolgono i frutti di quanto hanno seminato i Governi precedenti e se sono davvero convinti della bontà di questo risultato, potrebbero impegnarsi a sostenere questa crescita dell’agricoltura biologica con atti coerenti e lungimiranti, riconoscendo che la demonizzazione della transizione ecologica non paga.
Se proprio vogliamo riconoscere il merito di questo importante risultato, lo dobbiamo attribuire agli oltre 80mila agricoltori italiani che hanno scelto di praticare una agricoltura libera dai pesticidi e fertilizzanti chimici, ma anche al crescente numero di cittadini che, nonostante l’inflazione e la perdita del potere di acquisto, hanno fatto del biologico una scelta di acquisto responsabile e consapevole, con un incremento del 4% dei consumi interni nell’ultimo anno. Agrofarma – Federchimica enfatizza oggi la crescita del biologico e il calo del fatturato della vendita dei pesticidi non per segnare la volontà di una riconversione del settore ma solo per tranquillizzare una opinione pubblica sempre preoccupata per i rischi alla salute e all’ambiente, come hanno dimostrato le migliaia di persone della marcia Stop Pesticidi in Veneto e Trentino di domenica scorsa, Sottolineare inoltre il calo delle vendite dei pesticidi è funzionale alla richiesta di deregolamentazione dei nuovi OGM o TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), la nuova gallina d’oro per le grandi multinazionali e le corporazioni agricole, che rappresenta una trappola per agricoltori e consumatori.
Per il WWF l’ascesa del biologico deve oggi essere sostenuta da politiche pubbliche coerenti ed efficaci. Per questo il Ministro Lollobrigida deve dare seguito con i fatti alle celebrazioni: faccia approvare subito il nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi (scaduto nel 2019) con regole severe per limitare i trattamenti chimici; confermi il limite massimo di 0.01 parti per milione di residui per le contaminazioni accidentali, rivedendo l’annunciato Decreto del Ministero Agricoltura; utilizzi la leva fiscale per premiare la produzione e il consumo del biologico, riducendo l’IVA sui prodotti biologici (altro che ostriche!) e introducendo un bonus fiscale per le donne in stato di gravidanza e per i bambini fino a 3 anni; proponga un credito d’imposta per consentire agli agricoltori di recuperare i costi della certificazione obbligatoria; semplifichi le procedure e gli oneri amministrativi determinati da decreti ministeriali cervellotici, privi di senso e utilità; garantisca l’uso di prodotti biologici nella ristorazione collettiva, in particolare mense scolastiche e ospedali.