Angela Maria Aieta, eroina della libertà

La memoria riparte dall'università di Reggio Calabria.

di Pino Nano
Giovedì 27 Marzo 2025
Reggio Calabria - 27 mar 2025 (Prima Pagina News)

La memoria riparte dall'università di Reggio Calabria.

La Facoltà di Architettura dell'università di Reggio Calabria rilancia la figura di Angela Maria Aieta eroina della libertà. Alla sua memoria è stato dedicato infatti il primo del ciclo di incontri nati dalla mostra su Letizia Battaglia.

Il 24 marzo riflettori accesi sui diritti umani nel giorno dell'anniversario del golpe argentino. Al centro della giornata organizzata dalla casa editrice Electa la storia di Angela Maria Aieta raccontata da Anna Maria De Luca e dall'avvocato Giancarlo Maniga, autori del libro Mai Più, arrivati per l'occasione da Roma e da Milano.

Angela Maria era emigrata da Fuscaldo a Buenos Aires. Per amore del figlio, Dante Gullo, leader della Gioventù peronista e spina nel fianco della dittatura, diventò eroina e martire per la libertà del Paese nel quale si era trasferita. Una storia che Anna Maria De Luca, sua parente, ha seguito per anni nelle udienze dello storico processo Esma, che ha raccontato su Repubblica e che continua a raccontare in giro per l'Italia per portare avanti la memoria della madre coraggio.

 Il processo Esma, lo ricordiamo, fu per Angela Maria Aieta e per due veneti, Giovanni e Susanna Pecoraro: a fronte di 30.000 desaparecidos, un solo processo storico, dove il governo italiano si costituì parte civile e che permise l'apertura dei processi in Argentina grazie all'articolo 8 del codice penale internazionale, lo stesso che si sta usando per Regeni.

Giancarlo Maniga, avvocato di parte civile dei principali processi alle dittature del ventesimo secolo, da Priebke al piano Condor al processo Esma, ha raccontato agli studenti di architettura le difficoltà nel mettere in piedi un processo tanto importante dal puntimo di vista politico: non è stato un processo ad una materia passata ma ad una materia presente e viva.

Ringraziando la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, la direttrice Consuelo Nava, il professore Nino Sulfaro e la dott.ssa Alessandra Ghelli del Segretariato Regionale che ha rappresentato il Ministero della Cultura in questo importante incontro, la De Luca ha voluto sottolineare l'importanza che i futuri architetti abbiano una visione politica internazionale dei fatti presenti e passati. "Il ruolo politico dell'architettura è imprescindibile per un Paese che voglia mantenere il senso del futuro. Vi invito a realizzare qualcosa in memoria di Angela Maria Aieta perché anche la Calabria possa avere, come l'Argentina, un luogo per conservare e rinnovare il senso del suo coraggio e delle sue battaglie. È molto importante avere un luogo dedicato a lei, o comunque qualcosa che la ricordi, dato che non abbiamo mai avuto neanche la possibilità di una tomba. Del suo corpo lanciato da un aereo nell'oceano non è mai stato ritrovato nulla, anche se io spero che gli antropologi forensi, che sono ancora al lavoro, un giorno possano darci qualche buona notizia, come ancora stanno facendo In altri casi".

Angela è un esempio di emigrazione positiva di cui possiamo essere tutti orgogliosi. I calabresi non hanno esportato solo mafia, hanno esportato anche diritti umani, cervelli brillanti. "Mio cugino Dante, il figlio di Angela Maria, è stato uno degli uomini più famosi in Argentina, un "imprescindibile “come scrissero sul Clarin e su tutti i giornali argentini il giorno del suo funerale tenuto appunto nella Casa Rosada, il corrispondente del nostro Quirinale. È giusto che la nostra terra di origine, la Calabria, recuperi il legame con questi eroi. La vostra facoltà può avere un ruolo fondamentale per il recupero della memoria. In passato l'Italia abbandonato i propri figli in Argentina.  È tempo di riprenderci i nostri eroi e confido in voi, giovani studenti di architettura e design". 


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