Selvaggia Lucarelli a Cattelan: "Io e Lorenzo ci sposiamo"

La giornalista: "Faremo una grande festa in Puglia".

(Prima Pagina News)
Venerdì 04 Aprile 2025
Roma - 04 apr 2025 (Prima Pagina News)

La giornalista: "Faremo una grande festa in Puglia".

Giornalista e opinionista dalla battuta tagliente, Selvaggia Lucarelli è l’ospite della prossima puntata di Hot Ones Italia, il programma condotto da Alessandro Cattelan, in esclusiva su RaiPlay da oggi.

 

In ogni puntata, Cattelan e i suoi ospiti mangiano alette di pollo o stick vegani, conditi con salse progressivamente sempre più “hot” che aiutano ad abbattere ogni ritrosia e diffidenza, con reazioni spesso divertenti e sempre imprevedibili.

 

Fiori d’arancio in arrivo a casa Lucarelli, matrimonio in vista per Selvaggia e Lorenzo Biagiarelli: ”Dopo qualche giorno che ci siamo conosciuti gli ho chiesto di sposarci e fare un figlio. Avevo 41 anni e avevo fame di tempo, pensavo: “o adesso o mai più!” Ma lui saggiamente mi ha risposto di no! A quel punto ne ho fatto una questione di orgoglio: “non glielo chiederò più!”.  Ho anche pensato che se non glielo avessi più chiesto sarebbe stato lui a farlo. Ma niente! Così, dopo nove anni sono tornata all’attacco perché, compiuti i 50, volevo organizzare la mia vita. Gliel’ho buttata sul pragmatico, basta romanticismo, è burocrazia. Qualche giorno fa in aereo gli ho detto che se dovessi morire tutto quello che ho in questo momento rimarrebbe a Leon, mio figlio che neanche mi scrive (ride!)…Poi gli ho ricordato della casa acquistata in Puglia, in una piazzetta davanti a una chiesa. Potremmo fare una festa incredibile a tema... la pizzica, i taralli, Albano, Emma, I Negramaro. Chiudiamo tutto il Paese e facciamo una grande festa …altro che i compleanni di Madonna in Puglia. E pare abbia detto di si! Forse in primavera dell’anno prossimo”.

 

Sulle litigate di coppia dichiara: “Lorenzo ha imparato in maniera magistrale a fingersi morto. Sa che quando mi rode non deve avere alcun tipo di reazione, deve essere un orso, quello che non emette segnali e neanche respira. La cosa peggiore è quando cambia stanza per non sentirmi. Stiamo replicando le mie dinamiche familiari, le stesse che ho vissuto io. Mio padre da giovane è sempre stato sordo e mia madre sosteneva che lui fingeva per non sentirla. Oggi come allora, Lorenzo è sordo ma non so quanto sia un problema dell’apparato uditivo o quanto sia paraculo. Quando io urlo e strepito per cinque minuti lui si finge morto. E quando poi comincia ad andare nelle altre stanze e a chiudersi in bagno a doppia mandata, divento una belva. Però questi sono i momenti pirotecnici, per il resto abbiamo trovato il nostro equilibrio”.

 

Ha la fama di far sudare le persone che incontra, come se la caverà con alette sempre più piccanti? : “L’Abruzzo è il regno del piccante. Esiste un peperoncino abruzzese che si chiama Lazzaretto e già il nome da l’idea di quanta gente finisce più o meno all’ospedale. Mio nonno Erminio era un grande appassionato di peperoncino. Un uomo tutto d’un pezzo che voleva che i nipoti nascessero forgiati dal peperoncino. Alle cene estive in cui ci ritrovavamo tutti noi nipotini, più o meno della stessa età, lui tirava fuori un peperoncino enorme e a chi lo mangiava intero regalava cento mila lire». Selvaggia Lucarelli si racconta davanti ad alette in versione vegana: «Io non mangio carne ma mangio pesce. Lorenzo invece è quasi vegano, ogni tanto mangia qualche latticino mentre mio padre, che vive con noi, è cresciuto ad arrosticini e peperoncino, fatica a capire cosa succede in casa e fatica anche a comprendere il concetto di carne finta”.

 

A proposito della passione per i gatti racconta: “Avevo un gatto che aveva più ascendente di me sugli altri. L’ho mandato via e ora vive con mio figlio, lo avevo soprannominato “gatto merda”. Era una questione di sfida lui non accettava di essere mio suddito, mentre gli altri due sono gatti meravigliosi. Il gatto non mi sopportava, gli stavo proprio sulle balle. E quindi me ne sono rimasti due: uno si chiama Sabino, raccattato all’Autogrill in Sabina e l’altro si chiama Coraggio, detto Bruno, che viveva sotto una macchina”.  

 

 “Non sono una mamma chioccia, piuttosto una mamma canguro”: “Mio figlio vive con il gatto che ho mandato via e la sua fidanzata. Non segue le mie orme: Leon mi somiglia per il sarcasmo e il disincanto, per cui nulla lo affascina e vede sempre difetti da tutte le parti. Non gli interessa minimamente quello che faccio. A malapena sapeva che fossi a Sanremo, non mi ha mandato un messaggio per una settimana, non mi ha chiesto come fosse andata, praticamente non gli interessa nulla di quello che faccio. E’ abbastanza anaffettivo e se gli chiedono quando è nata sua madre, forse indovina il mese! A parte tutte queste soddisfazioni da madre, aggiungo che non ama lo studio e un giorno mi ha detto di non voler più studiare. Per me è stato un grande dolore, mentre lui pensava di non studiare e rimanere a casa.  A quel punto gli ho fatto capire con leggerezza e delicatezza che doveva andare via di casa, lavorare e guadagnarsi da vivere… Ora fa il cameriere, gli piace il mondo della ristorazione! Mi fa molto ridere che fino a qualche tempo fa fosse l’antisistema, l’anticapitalista… mentre ora lavora nella pizzeria di un noto imprenditore italiano e porta ai tavoli la pizza ai privilegiati del mondo. C’è questo capovolgimento di vita…Molti pensano io sia una mamma chioccia, ma non è così! Sono piuttosto una mamma canguro…ti do un calcio nel culo e vai a lavorare! E devo dire che Leon, in questo senso, mi sta dando soddisfazione perché gli piace lavorare. Avevo il terrore che fosse un lavativo”. 

 

Ma per riuscire a vederlo va a cena nel ristorante dove lui fa il cameriere: “Sono in balia del sapere come sta. Vive a un chilometro da casa mia ma non lo vedo magari per un mese. Non mi telefona, non manda messaggi, non mi scrive. Insomma non so nulla di lui! Io gli scrivo e capita che mi risponda 48 ore dopo. Quindi per vederlo io e suo padre (Laerte Pappalardo, ndr), che ogni tanto viene a Milano da Roma, andiamo a cena da lui in pizzeria e ci informiamo su come sta”.

 

E su Vale Tutto, la sua newsletter che sta spopolando sul web, rivela: “Ad un certo punto mi sono resa conto che vivevo da dipendente, da vent’anni, nel mio lavoro di giornalista. Ho avuto alcune soddisfazioni, lavorare al Fatto mi piace tantissimo ma non economiche. E soprattutto mi ero resa conto di regalare il mio lavoro a tutti e non capitalizzare il frutto del mio lavoro che, molto spesso, è accendere conversazioni, discussioni, portare nuovi punti di vista o nuove notizie. Continuavo a farlo sui miei social gratuitamente e lavoravo per la gloria… Per esempio, quest’anno ho tirato fuori la storia degli occhiali di Maria Rosaria Boccia, me ne accorgo io e tutti escono con articoli, servizi, approfondimenti, prime pagine dei giornali… Santanchè e le borse, anche qui servizi giornalistici, Tv eccetera. 

 

Poi “Pandoro gate” è diventato materiale giornalistico per un fiume di trasmissioni. Io ci scrivo un libro e vengo accusata di voler guadagnare dal mio lavoro. Allora ho capito che non guadagnavo abbastanza e mi sono detta che era arrivato il momento di essere editrice di me stessa e dal punto di vista economico è soddisfacente. Per la prima volta sono riuscita a comprarmi una casa e a produrre delle cose mie. Ho passato una vita a mendicare e a chiedere a produttori di fare ad esempio un certo documentario. Le risposte erano sempre un “no”. Poi vedo che viene prodotta qualsiasi cosa e allora ho iniziato a farlo anche io. Ora sto producendo un documentario sulla vita di un pugile, una storia pazzesca. Probabilmente sarà a perdere ma è una cosa mia che mi piaceva fare. E’ la prima vera soddisfazione vera anche economica e soprattutto adesso c’è gente che mi considera una testata, una sorta di testata giornalistica”. 

 

Ma dove cerca le notizie?: «Prima di tutto bisogna imporsi di informarsi. Ogni mattina, tra le sei e le sette resto a letto due ore scrollando tutto quello che trovo. Finite quelle due ore in cui accetto che la casualità mi colga, mi impongo di accedere a un’informazione più tradizionale e programmata. Leggo anche molto le notizie sull’Oriente che arrivano la mattina presto, per il fuso orario: leggo i giornali indiani e koreani che sono interessantissimi perché ci sono notizie che raccontano il Paese. L’India ha notizie incredibili mentre la Korea è un paese estremamente competitivo: scopri per esempio che per una prova universitaria viene chiuso lo spazio aereo e i voli vengono interrotti, perché gli studenti non devono essere distratti dal rumore dei voli. E’ tutto molto affascinante ma casuale. Dopodiché leggo molte firme di cui mi fido, più che le testate. So comunque cosa non leggere”.

 

E alla domanda di come vive il suo ruolo a Ballando con le stelle e se subisce critiche per essere giornalista e donna di televisione, risponde: “Per un periodo l’ho vissuto come un problema… Avevo il complesso di me stessa, di farmi piacere troppe cose. Ho la sindrome dell’impostore: credo sempre di avere di più di quello che merito e questo mi salva, perché permette di non sedermi e non pensare mai di aver raggiunto il massimo e meritarlo. Quindi studio e mi preparo. Per esempio prima di venire qui sono andata a studiare i nomi dei peperoncini famosi nel mondo, ho visto le puntate precedenti…Per molto tempo ho detto no a tante cose. L’unica che mi ero concessa era “Ballando con le stelle” come fosse l’ora di ricreazione a scuola. Poi ho pensato che fosse un atteggiamento autopunitivo e castrante, perché  tutti coltiviamo la nostra parte di leggerezza. Allora mi sono detta che il mainstream è divertente e mi sono allargata anche in quel mondo lì e la cosa sta dando i suoi frutti e mi ha regalato anche un po’ di leggerezza… Sarò a Ballando anche il prossimo anno perché non lascio il mio posto vacante”.

 

Infine sull’amicizia dice: “Sono una pessima amica, non perché tradisca ma perché non sono costante. Sono assorbita da tante cose e non riesco a frequentare gli amici!”.


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