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Dalla Cina no alle concessioni di Trump in cambio del via libera alla vendita di TikTok.
Dalla Cina no alle concessioni di Trump in cambio del via libera alla vendita di TikTok.
I dazi americani decisi da Donald Trump per le auto importate "sono una pessima notizia. Ci dispiace che l'amministrazione americana stia giocando contro il buon funzionamento del mercato globale. Dobbiamo capire in quali termini esattamente vogliono metterli in atto ma siate certi che risponderemo di conseguenza". Così la vice presidente della Commissione Ue per la transizione giusta, Teresa Ribera, arrivata al Consiglio Ue Ambiente a Bruxelles.
Dopo che "la lista finale dei prodotti su cui applicare contromisure" per reagire ai dazi "sarà ben selezionata per provocare il massimo impatto nei confronti degli Stati Uniti e ridurre al minimo l'impatto sull'economia dell'Ue", ha spiegato un portavoce della Commissione Europea.
"Se l'Unione Europea collabora con il Canada per danneggiare economicamente gli Stati Uniti, verranno imposti dazi su larga scala, ben più elevati di quelli attualmente previsti, per proteggere il miglior amico che entrambi questi Paesi abbiano mai avuto!", è la minaccia di Trump sul suo social Truth.
"Dobbiamo risolvere tutto con la diplomazia. Ho grande considerazione del Commissario europeo Sefcovic… è persona di buon senso, sa trattare e tutelare gli interessi delle imprese europee e italiane. La guerra dei dazi non conviene a nessuno". Così, ai microfoni del programma di Rai3 "Agorà", il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Il governo britannico è sulla stessa linea: la Cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, esclude una risposta di Londra a Washington, dicendo di non aver intenzione di "intensificare" le guerre commerciali a seguito dell'annuncio, da parte di Donald Trump, dell'introduzione di dazi del 25% per le auto.
Il Ministro tedesco dell'Economia, Robert Habeck, l'Ue deve "rispondere con fermezza" ai dazi decisi da Trump.
Nel frattempo, la Cina ha deciso di respingere l'offerta di Trump di concessioni sui dazi in cambio del suo ok alla vendita di TikTok. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, secondo il quale "i nuovi dazi Usa sulle auto importate violano le regole dell'Organizzazione del commercio (Wto) e minacciano il sistema del commercio basato sulle regole".
La posizione cinese è "consistente e chiara": le tariffe "non aiuteranno gli Stati Uniti a risolvere i suoi problemi" e "le guerre commerciali non avranno alcun vincitore", ha continuato Guo.
"C'è una forma di paradosso nel vedere i principali alleati degli Stati Uniti essere i primi a essere tassati", ha detto nel merito il Presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa al termine del vertice dei Volenterosi per l'Ucraina. "Spero che forse (...) il presidente Trump sarà in grado di invertire questa decisione", ha aggiunto. "Non è una buona idea economica", "non è una buona idea geopolitica" e "non è una buona idea in termini di tempistica", ha proseguito Macron.
L'Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) è "profondamente preoccupata per l'annuncio" da parte di Trump di introdurre, a partire dal 2 aprile, altri dazi sulle auto importate. "Le case automobilistiche europee investono negli Stati Uniti da decenni, creando posti di lavoro, promuovendo la crescita economica nelle comunità locali e generando enormi entrate fiscali per il governo degli Stati Uniti", ha dichiarato, in una nota, la direttrice generale di Acea, Sigrid de Vries.
"Esortiamo il presidente Trump a considerare l'impatto negativo delle tariffe non solo sulle case automobilistiche globali, ma anche sulla produzione nazionale degli Stati Uniti", ha proseguito.
L'Associazione ricorda che i produttori europei di auto esportano tra il 50% e il 60% dei veicoli che producono negli Stati Uniti, dando un importante contributo positivo alla bilancia commerciale americana. "L'Unione europea e gli Stati Uniti devono avviare un dialogo per trovare una soluzione immediata che consenta di scongiurare i dazi e le conseguenze dannose di una guerra commerciale", conclude la nota.