Caccia, Enpa: report Ispra svela strage, serve subito una moratoria

"E' evidente che il dato di oltre 35 milioni di uccelli sparati sia fortemente sottostimato, la cifra reale potrebbe essere almeno il doppio".

(Prima Pagina News)
Giovedì 03 Aprile 2025
Roma - 03 apr 2025 (Prima Pagina News)

"E' evidente che il dato di oltre 35 milioni di uccelli sparati sia fortemente sottostimato, la cifra reale potrebbe essere almeno il doppio".

"È stato recentemente pubblicato il report dell’Ispra “La pressione venatoria sull’avifauna italiana dal 2017 ad oggi”, basato sull’analisi dei dati di abbattimento estrapolati dai tesserini venatori dalla stagione 2017/2018 alla stagione 2022/2023, in ottemperanza agli obblighi derivanti dalla Direttiva 2009/147/CE.

I numeri emersi sono inquietanti, anche perché le Regioni trasmettono solo una parte dei dati. Un’eccezione particolarmente negativa è rappresentata dall’Umbria che, da quanto si apprende, non avrebbe mai fornito alcun dato all’Ispra. 

La verità è che uccidere per divertimento milioni e milioni di animali selvatici – molti dei quali in uno stato di conservazione sempre più critico e per cui l’Europa impone restrizioni che questo Governo rifiuta, adottando anzi posizioni sempre più permissive in materia venatoria – non è in alcun modo sostenibile. Ancora più grave è il fatto che, ad eccezione parziale della Campania, le Regioni non trasmettano dati seri e attendibili, come ad esempio il rapporto tra tesserini analizzati e tesserini rilasciati, lasciando clamorosi vuoti informativi sul numero reale di animali abbattuti.

È evidente, come sottolineato dallo stesso Ispra, che il dato indicato dal’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – oltre 35 milioni di uccelli sparati – sia fortemente sottostimato. La cifra reale potrebbe essere almeno il doppio, proprio a causa delle gravi mancanze nella trasmissione dei dati.

Nella triste “top ten” delle vittime preferite dai cacciatori nell’ultima stagione venatoria analizzata, spicca il Tordo bottaccio, con oltre 2.100.000 esemplari uccisi nel 2022/23. Seguono il Colombaccio (oltre 660.000) e l’Allodola, con quasi 425.000 individui abbattuti. Una vera strage, che rappresenta anche un insulto alla nostra Costituzione, che all’articolo 9 riconosce tra i doveri della Repubblica la tutela della biodiversità, da preservare per le future generazioni.

Fino a quando le Regioni non forniranno dati completi e affidabili, la caccia dovrebbe essere sospesa. Non è accettabile continuare ad autorizzarla ignorando leggi e direttive europee, mentre la comunità scientifica riconosce apertamente la gravità della crisi della biodiversità.

Questo atteggiamento, sostenuto anche dalle scelte filovenatorie del Governo Meloni, ci espone inoltre a pesanti sanzioni da parte dell’UE per la violazione della Direttiva “Uccelli”: una delle procedure è tuttora aperta ed è già entrata nella sua seconda fase, propedeutica a una possibile condanna. Nel frattempo, le stragi continuano, e il danno alla fauna selvatica – patrimonio di tutti – rischia di diventare irreparabile".

E' quanto fa sapere l'Enpa.


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