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+0,4% in termini tendenziali.
+0,4% in termini tendenziali.
"Nel secondo trimestre del 2025 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre è cresciuto dello 0,4% nei confronti del secondo trimestre del 2024.
La stima odierna conferma la variazione congiunturale e tendenziale del Pil comunicata il 30 luglio 2025 in via preliminare. Il secondo trimestre del 2025 ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al secondo trimestre del 2024. La crescita acquisita per il 2025 risulta pari allo 0,5%, confermando quanto diffuso lo scorso luglio.
Rispetto al trimestre precedente, con riferimento ai principali aggregati della domanda interna, si registra una stabilità dei consumi finali nazionali e una crescita dell’1% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono aumentate dello 0,4% e le esportazioni sono diminuite dell’1,7%.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un contribuito positivo di 0,2 punti percentuali alla diminuzione del Pil: nullo il contributo sia dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) sia della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP).
È risultato positivo per 0.2 punti percentuali il contributo degli investimenti fissi lordi. Positivo anche il contribuito della variazione delle scorte di 0,4 punti percentuali, a fronte di un contributo negativo di 0,7 punti percentuali della domanda estera netta.
Si registrano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto nell’agricoltura, silvicoltura e pesca e nell’industria, diminuiti rispettivamente dello 0,6% e dello 0,3%. Stabile il comparto dei servizi".
E' quanto ha rilevato l'Istat.
"La stima completa dei conti economici trimestrali - commenta l'Istituto - conferma gli andamenti del Pil nel secondo trimestre dell’anno rilevati in via preliminare alla fine di luglio, con una diminuzione dello 0,1% in termini congiunturali e una crescita dello 0,4% in termini tendenziali. La crescita acquisita del 2025 si conferma pari allo 0,5%.
La lieve flessione del Pil è dovuta a contributi nulli dei consumi delle famiglie e delle ISP e della spesa delle Amministrazioni Pubbliche, a contributi positivi degli investimenti per 0,2 punti percentuali e della variazione delle scorte per 0,4 punti, a fronte di un contributo negativo della domanda estera netta per 0,7 punti.
Dal lato del valore aggiunto sono risultate in diminuzione sia l’agricoltura, silvicoltura e pesca dello 0,6% sia l’industria dello 0,3%, a fronte di una stazionarietà fatta registrare dai servizi. In crescita dello 0,2% sono risultate sia le ore lavorate sia le unità di lavoro, mentre hanno registrato una diminuzione le posizioni lavorative dello 0,1%. Si stimano in aumento i redditi di lavoro dipendente pro-capite per lo 0,9%".