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"Facciamo in modo che la pace diventi un verbo: facciamo la pace, ogni giorno, per offrire a noi stessi e ai nostri figli un mondo migliore".
"Facciamo in modo che la pace diventi un verbo: facciamo la pace, ogni giorno, per offrire a noi stessi e ai nostri figli un mondo migliore".
Momenti di commozione, ieri sera, durante il concerto di Arisa al Teatro Greco di Taormina. La cantante ha introdotto la canzone "Pace" con un intervento contro la guerra: "La prossima canzone - ha detto - porta un titolo che, per i tempi che stiamo vivendo, sembra quasi anacronistico. Si chiama Pace. Eppure è proprio questo contrasto che ci ricorda quanto ne abbiamo bisogno: perché se oggi la pace appare lontana, è nostro dovere continuare a pronunciarne il nome, a cantarla, a cercarla.
La pace -ha evidenziato - non è soltanto assenza di guerra: è la possibilità per un popolo di vivere, di crescere, di custodire la propria cultura.
Quando la pace manca, non muoiono soltanto uomini, donne e bambini: vengono cancellati villaggi, distrutti monumenti, ridotti al silenzio libri, canzoni, tradizioni. È quello che accade oggi anche in Palestina, dove insieme alle vite vengono ferite la memoria e la dignità di un popolo antichissimo.
Ogni bomba non colpisce solo le case, ma spegne storie, legami, sogni. Per questo cantare Pace non è un gesto retorico, ma un atto necessario: perché la pace è vita, è futuro, è l’unico linguaggio universale capace di salvare l’umanità. E forse noi nel nostro piccolo, possiamo cominciare a ricostruirla dalle piccole cose: dalle nostre famiglie, dai nostri amici, dal modo in cui scegliamo di stare insieme ogni giorno.
Facciamo in modo che la pace diventi un verbo: facciamo la pace, ogni giorno, per offrire a noi stessi e ai nostri figli un mondo migliore".
In seguito, la cantante ha proposto, per la prima volta, il brano "Nuvole", che parla di un amore sbagliato: "Racconta la storia di una donna che vive dentro una relazione che la consuma, accanto a un uomo incapace di amare davvero. È una condizione che molte persone conoscono: quell’amore che, invece di nutrirci, ci ammala. Eppure, anche quando sembra non esserci scelta, resta vivo il sogno della libertà, il desiderio di tornare a respirare".
"Nuvole parla di questo: della forza fragile ma potente di chi non smette di immaginare un cielo diverso. E vuole ricordarci una cosa fondamentale: che nessun amore può valere più dell’amore per se stessi. Solo partendo da lì possiamo costruire relazioni che ci fanno fiorire, e non morire dentro".